Il fantasma di Elena al Castello di Lagopesole.

Tra le alture silenziose della Basilicata, il Castello di Lagopesole conserva una delle leggende più suggestive del Medioevo italiano: la storia di Elena degli Angeli.
Non si tratta solo di mura antiche e pietra consumata dal tempo. Qui la memoria prende forma e voce.
La prigionia di Elena degli Angeli
Elena degli Angeli, nata Elena Ducas, visse un destino segnato dalla tragedia.
Fu la seconda moglie di Manfredi di Svevia, sovrano del Regno di Sicilia e figura centrale del XIII secolo.
La sua esistenza cambiò radicalmente dopo la sconfitta di Manfredi nella battaglia di Benevento, combattuta contro gli Angioini.
Con la morte del re, Elena perse potere, libertà e futuro.
Condotta a Lagopesole, rimase prigioniera proprio nel luogo che un tempo aveva rappresentato serenità e vita familiare.
Il castello divenne così uno spazio di attesa, dolore e silenzio.
Due anime vaganti
Le tradizioni orali raccontano che, nelle notti di luna piena, l’aria si riempia di lamenti sommessi.
Gli abitanti del luogo parlano di pianti che attraversano i corridoi e le sale del maniero.
Secondo la leggenda, una figura vestita di bianco appare tra le ombre.
Il suo passo non lascia traccia, ma il suo dolore aleggia.
Quell’apparizione rappresenta Elena, o meglio il suo fantasma, con la sua vita sospesa.
Alla leggenda si aggiunge un dettaglio ancora più struggente.
Lo spirito di Manfredi vagherebbe a cavallo nelle campagne attorno al castello.
Le due anime continuano a cercarsi senza mai ritrovarsi.
La tradizione locale considera questo racconto uno dei rarissimi casi italiani di amanti separati anche oltre la morte.
Questa distanza eterna rafforza il senso di perdita che permea l’intera leggenda.
Memoria storica e identità del territorio
Il racconto di Elena degli Angeli supera il folklore. Riflette il peso della memoria storica della Basilicata e il ruolo spesso dimenticato delle figure femminili medievali.
La sua storia mostra una donna travolta da eventi politici più grandi di lei.
Nel silenzio delle notti lucane, tra nebbia e luna, Lagopesole resta un ponte tra storia e racconto.
Qui il Medioevo non dorme. Veglia.
LPP































































