Le gabbie sulle tombe: la vera storia delle mortsafes britanniche.

Le gabbie sulle tombe. In diversi cimiteri della Scozia e del nord dell’Inghilterra si trovano, ancora oggi, strutture di ferro che avvolgono le tombe come veri e propri scudi difensivi.
A uno sguardo moderno questi manufatti evocano superstizioni, paure irrazionali e racconti gotici.
In realtà, la loro origine affonda in un momento particolare della storia europea, tra la fine del ‘700 e i primi decenni dell’’800, in cui erano in forte espansione le cosiddette scuole mediche.
La nascita delle mortsafes
Le cosiddette mortsafes compaiono alla fine del XVIII secolo.
La loro diffusione raggiunge il picco nei primi anni dell’Ottocento, dunque prima della piena epoca vittoriana. Quando la regina Vittoria sale al trono nel 1837, l’uso di queste gabbie è già in netto declino.
Il motivo della loro introduzione non riguarda il timore che i morti possano tornare in vita e uscire dalle tombe.
La minaccia arriva piuttosto dai vivi.
La vera paura: i ladri di cadaveri
Le scuole di medicina dell’epoca hanno un bisogno crescente di corpi per lo studio dell’anatomia.
La legge consente pochissime fonti legali, creando così un mercato nero fiorente.
Nasce la figura dei resurrection men, i ladri di cadaveri che dissotterrano i defunti più recenti per rivenderli agli anatomisti.
Le famiglie reagiscono proteggendo le sepolture dei propri cari.
Le mortsafes vengono realizzate in ferro. Le strutture si fissano al terreno o direttamente alla lapide.
Il loro scopo è rendere lo scavo lento, rumoroso e rischioso.
Il tempo diventa un alleato, perché i cadaveri, dopo alcune settimane, perdono valore per il mercato illegale.
Il fraintendimento moderno
L’idea che queste gabbie servissero a trattenere i morti nelle tombe nasce molto più tardi.
Il folklore, la narrativa gotica e l’estetica vittoriana alimentano una lettura suggestiva ma storicamente scorretta.
Nel contesto originale, nessuno teme che i defunti possano uscire dalle sepolture.
La vera angoscia riguarda la profanazione dei corpi e l’oltraggio alla dignità dei morti.
Il declino dopo il 1832
Con l’approvazione dell’Anatomy Act del 1832 nel Regno Unito, la situazione cambia radicalmente.
La legge consente l’uso a fini scientifici dei cadaveri non reclamati.
Il traffico illegale crolla in pochi anni.
Le mortsafes perdono così la loro funzione pratica e scompaiono gradualmente dai cimiteri.
Testimonianze di una storia reale
Oggi queste gabbie restano come tracce materiali di una paura concreta e documentata.
Raccontano un’epoca in cui il corpo umano aveva un valore economico anche dopo la morte.
Ricordano un conflitto tra progresso scientifico e rispetto dei defunti.
Soprattutto, mostrano come la storia reale sia spesso più inquietante delle leggende nate in seguito.
Laura Persico Pezzino
















































