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Marie Curie: perché la sua tomba è ancora radioattiva.

4 Febbraio 2026 - 12:30--Curiosità, Primo piano-
Marie Curie: perché la sua tomba è ancora radioattiva.

Il riposo impossibile di Marie Curie: una tomba che emana storia e radiazioni

La tomba di Marie Curie è rivestita da uno strato di piombo spesso circa 2,5 centimetri.

Questa protezione non è un dettaglio simbolico.

Serve a schermare i visitatori dalla radioattività che, ancora oggi, emana dai suoi resti.

Nel Pantheon di Parigi, dove riposa dal 1995, il suo corpo e gli oggetti personali conservano livelli di radioattività tali da richiedere precauzioni rigorose.

Gli scienziati stimano che questa condizione durerà per almeno altri 1.500 anni.

La sua sepoltura racconta già da sola una storia unica.

Una storia in cui conoscenza, sacrificio e progresso si intrecciano in modo indissolubile.

Una pioniera contro ogni barriera

Nata in Polonia e naturalizzata francese, Marie Curie affronta fin da giovane un mondo che nega alle donne l’accesso all’istruzione superiore.

Non si arrende.

Studia nella clandestina “Università Volante”, un circuito educativo segreto che permette alle donne di formarsi nonostante i divieti.

Quell’esperienza forgia il suo metodo e il suo carattere.

La scienziata getta le basi per scoperte che rivoluzioneranno la fisica e la chimica.

Identifica il polonio e il radio.

Introduce il concetto stesso di radioattività, cambiando per sempre il modo di comprendere la materia.

Nel 1903 riceve il Premio Nobel per la Fisica e nel 1911 ottiene quello per la Chimica.

Diventa così la prima donna a vincere un Nobel e l’unica persona ad averlo conquistato in due discipline diverse.

Il lavoro straordinario di una scienziata unica

Il lavoro di Curie si svolge in un’epoca priva di consapevolezza sui rischi delle radiazioni.

La scienziata maneggia il radio senza protezioni.

Conserva campioni nelle tasche del camice.

Osserva con meraviglia il bagliore azzurro che illumina il laboratorio al buio.

Non sa che quelle straordinarie scoperte nascondono una minaccia silenziosa.

L’esposizione continua danneggia progressivamente il suo organismo.

Nel 1934 Marie Curie muore di anemia aplastica, una patologia collegata direttamente alla esposizione alla radioattività.

La sua morte segna uno spartiacque.

La scienza inizia a comprendere il costo umano delle proprie conquiste.

Un’eredità luminosa e pericolosa

Ancora oggi, i quaderni, gli strumenti e gli effetti personali di Curie restano altamente radioattivi.

Chi desidera consultarli deve indossare dispositivi di protezione e firmare liberatorie speciali.

La tomba schermata dal piombo diventa così un potente simbolo.

Rappresenta il progresso scientifico e il prezzo pagato per ottenerlo.

Il lavoro di Marie Curie ha aperto il cammino della ricerca moderna.

E resta monito dei rischi che accompagnano la conoscenza quando l’umanità corre più veloce della comprensione.

Laura Persico Pezzino

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