Napoli. Furto a rate al cimitero di Poggioreale: distrutto il Monumento della Sposa.

18 Dicembre 2017 - 10:24--Cimiteri-

Furto completato. Malgrado il clamore suscitato e le rassicurazioni arrivate dopo, adesso il Monumento della Sposa non esiste più. Difficile che sia finito in casa di un collezionista: era di metallo, chi l’ha preso molto probabilmente l’ha fatto per rivenderselo. E stanotte ha ultimato l’opera. Pezzo dopo pezzo, in almeno tre raid, in poco più di un mese, l’ha staccato e portato via. Per l’ultimo capitolo di questo “furto a rate” ha scassinato anche una cappella vicina, per attaccare all’impianto elettrico qualche strumento che poi ha usato per scardinare quel che rimaneva a coprire la porta. E ora resta solo la muratura. I discendenti dei proprietari del Monumento, nei giorni scorsi, avevano cercato di salvarlo spostandolo altrove, ma il loro tentativo si è perso nei meandri della burocrazia. “Nei giorni scorsi” – dicono – “abbiamo parlato con l’assessore Sardu del Comune di Napoli, che ci aveva assicurato che si sarebbe mossa al più presto. Ho contattato la Sovrintendenza, che ci aveva dato il placet subordinato però alla decisione del Comune e anche con l’Accademia delle Belle Arti, che si era detta disponibile ad accogliere l’opera e a ristrutturarla. L’avremmo staccata a nostre spese, volevamo che venisse fatto con urgenza, visto quello che stava accadendo. Ma ormai è tardi”. La prima denuncia risale al 15 novembre, poco più di un mese fa. A puntare il dito contro Palazzo San Giacomo anche EFI – Eccellenza Funeraria Italiana, l’associazione degli operatori del settore funebre. “Abbiamo segnalato più volte quanto stava accadendo al Monumento: è solo l’ennesima dimostrazione di quanto sia facile fare gli esponenti dell’amministrazione comunale senza esporsi e senza avere un dialogo con i cittadini e i rappresentanti di categoria. Chiediamo all’assessore Sardu un immediato incontro per iniziare a percorrere insieme una strada che porti alla reale tutela e al rilancio del settore cimiteriale a Napoli. Diciamo basta a un interlocutore che non ci ascolta”.

fonte: www.ilmattino.it

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