Quel giorno in cui Pino Daniele… Invece no!

Pino Daniele è. Celebrare un artista considerato parte fondamentale della cultura partenopea, e della musica italiana e internazionale, nel giorno della sua morte è riduttivo.
Pino Daniele resta nella vita di chi ha amato la sua musica e le sue canzoni, di chi ha dentro l’anima di “nero a metà” anche se si è nati ad altre latitudini e non “sotto ‘o sole” del sud del mondo.
Io non so come fosse in realtà, ma come tanti conosco l’anima delle sue canzoni. Quando cantava sembrava proprio che lo stesse facendo per te. La sua voce era, ed è ancora oggi, l’abbraccio di chi ti prende per mano e ti accompagna e “… tu sai ca nun si’ sulo”.
Invece no… ridiamoci sopra un po’
Allora in questo giorno gelido di un 2026 appena iniziato, ricordiamo Pino Daniele con una sua canzone, forse meno nota di altre, Invece no. Un brano contenuto nell’album Un uomo in blues che usciva nel gennaio del 1991.
🎵Che cos’è questa tristezza
che m’ammoscia semp’e cchiù
io mi sento una schifezza
ma non voglio stare giù
Che cos’è questa tristezza
che non vuole andare via
è solo per delicatezza
ma non voglio compagnia
E invece no
Ridiamoci sopra un po’🎶
Proprio così. Ribelliamoci alla tristezza di un’assenza cercando calore nella bellezza di aver conosciuto la poesia.
La morte, in quella sera del 4 gennaio 2015…
La sera del 4 gennaio 2015 Pino Daniele viene colto da infarto presso la sua villa di Magliano in Toscana.
Ancora cosciente chiede di essere trasportato in auto all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. In quell’ospedale si trovava il cardiologo che, da tempo, lo seguiva per i suoi problemi cardiocircolatori. Vani furono i tentativi di rianimazione, venne dichiarato morto alle 22:45.
Se ne andava così l’inventore del Napulitan Sound come lo definì il giornalista Gianni Minà in una celebre intervista del 1980.
La notizia della morte venne diffusa rapidamente nella notte.
Nella livida alba del 5 gennaio il “popolo” di Pino Daniele, i suoi fans di ogni età (compresa l’autrice di questo articolo n.d.r.), i colleghi e gli amici del mondo dello spettacolo, si ritrovarono increduli davanti alla ineluttabile realtà della morte.
Se ne andava così il sublime compositore e chitarrista, sovrano di quelle 12 battute che fanno del blues un linguaggio romantico rudimentale quanto infinito e universale.
La morte ci aveva portato via il poeta che, nella “sua” lingua napoletana, esprimeva una musicalità che pareva concepita apposta per narrare quel “Sentimento” – con la S maiuscola – che irrompeva in ogni sua canzone.
“Un Uomo in Blues” e la sua chitarra
Pino Daniele ha saputo fondere gli ingredienti e creare una magica alchimia utilizzando le sonorità del blues per creare, con armonia struggente e originale i tanti volti di una “Napule è”. Così è riuscito a regalarci splendidi ritratti fatti di suoni e di parole.
La sua malinconica voce in obbligato falsetto, espressiva e narrativa, ironica e provocatoria, mutava in delicate allegorie tutte le gesta del cantastorie accompagnate dall’immancabile compagna: la chitarra elettrica.
Straordinario funambolo delle infinite ispirazioni soliste che blues e rhythm and blues consentono all’artista, chiudendo il cerchio di una creatività fatta di suoni istintivi e di narrativi testi.
Con il tempo la sua produzione si è arricchita di tonalità più articolate, etniche e jazz, espandendo gli orizzonti, duettando e collaborando con i più prestigiosi musicisti italiani e di livello mondiale.
Dell’artista Pino Daniele “Resta quel che resta”
Pino Daniele se n’è andato lasciandoci un prezioso patrimonio di musica, parole e memorabili concerti. A 11 anni dalla sua morte la poesia delle sue canzoni è ancora presente, viva e avvolgente.
La sua scomparsa ha generato un buco nero. Un uomo limpido e puro come solo certi artisti sanno essere, avrebbe avuto ancora tanto da offrire all’infinita galassia dell’arte.
Lo immaginiamo nell’Oltre in compagnia del suo amico Massimo (Troisi n.d.r.) modulare una morbida sonorità in do7 sul manico dell’amata chitarra Paradis. Tanto l’aria s’adda cagna’.
Laura Persico Pezzino
Pino Daniele è. Celebrare un artista considerato parte fondamentale della cultura partenopea, e della musica italiana e internazionale, nel giorno della sua morte è riduttivo.
Pino Daniele resta nella vita di chi ha amato la sua musica e le sue canzoni, di chi ha dentro l’anima di “nero a metà” anche se si è nati ad altre latitudini e non “sotto ‘o sole” del sud del mondo.
Io non so come fosse in realtà, ma come tanti conosco l’anima delle sue canzoni. Quando cantava sembrava proprio che lo stesse facendo per te. La sua voce era, ed è ancora oggi, l’abbraccio di chi ti prende per mano e ti accompagna e “… tu sai ca nun si’ sulo”.
Invece no… ridiamoci sopra un po’
Allora in questo giorno gelido di un 2026 appena iniziato, ricordiamo Pino Daniele con una sua canzone, forse meno nota di altre, Invece no. Un brano contenuto nell’album Un uomo in blues che usciva nel gennaio del 1991.
🎵Che cos’è questa tristezza
che m’ammoscia semp’e cchiù
io mi sento una schifezza
ma non voglio stare giù
Che cos’è questa tristezza
che non vuole andare via
è solo per delicatezza
ma non voglio compagnia
E invece no
Ridiamoci sopra un po’🎶
Proprio così. Ribelliamoci alla tristezza di un’assenza cercando calore nella bellezza di aver conosciuto la poesia.
La morte, in quella sera del 4 gennaio 2015…
La sera del 4 gennaio 2015 Pino Daniele viene colto da infarto presso la sua villa di Magliano in Toscana.
Ancora cosciente chiede di essere trasportato in auto all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. In quell’ospedale si trovava il cardiologo che, da tempo, lo seguiva per i suoi problemi cardiocircolatori. Vani furono i tentativi di rianimazione, venne dichiarato morto alle 22:45.
Se ne andava così l’inventore del Napulitan Sound come lo definì il giornalista Gianni Minà in una celebre intervista del 1980.
La notizia della morte venne diffusa rapidamente nella notte.
Nella livida alba del 5 gennaio il “popolo” di Pino Daniele, i suoi fans di ogni età (compresa l’autrice di questo articolo n.d.r.), i colleghi e gli amici del mondo dello spettacolo, si ritrovarono increduli davanti alla ineluttabile realtà della morte.
Se ne andava così il sublime compositore e chitarrista, sovrano di quelle 12 battute che fanno del blues un linguaggio romantico rudimentale quanto infinito e universale.
La morte ci aveva portato via il poeta che, nella “sua” lingua napoletana, esprimeva una musicalità che pareva concepita apposta per narrare quel “Sentimento” – con la S maiuscola – che irrompeva in ogni sua canzone.
“Un Uomo in Blues” e la sua chitarra
Pino Daniele ha saputo fondere gli ingredienti e creare una magica alchimia utilizzando le sonorità del blues per creare, con armonia struggente e originale i tanti volti di una “Napule è”. Così è riuscito a regalarci splendidi ritratti fatti di suoni e di parole.
La sua malinconica voce in obbligato falsetto, espressiva e narrativa, ironica e provocatoria, mutava in delicate allegorie tutte le gesta del cantastorie accompagnate dall’immancabile compagna: la chitarra elettrica.
Straordinario funambolo delle infinite ispirazioni soliste che blues e rhythm and blues consentono all’artista, chiudendo il cerchio di una creatività fatta di suoni istintivi e di narrativi testi.
Con il tempo la sua produzione si è arricchita di tonalità più articolate, etniche e jazz, espandendo gli orizzonti, duettando e collaborando con i più prestigiosi musicisti italiani e di livello mondiale.
Dell’artista Pino Daniele “Resta quel che resta”
Pino Daniele se n’è andato lasciandoci un prezioso patrimonio di musica, parole e memorabili concerti. A 11 anni dalla sua morte la poesia delle sue canzoni è ancora presente, viva e avvolgente.
La sua scomparsa ha generato un buco nero. Un uomo limpido e puro come solo certi artisti sanno essere, avrebbe avuto ancora tanto da offrire all’infinita galassia dell’arte.
Lo immaginiamo nell’Oltre in compagnia del suo amico Massimo (Troisi n.d.r.) modulare una morbida sonorità in do7 sul manico dell’amata chitarra Paradis. Tanto l’aria s’adda cagna’.
Laura Persico Pezzino















































































