RTT#04: I criteri della quantificazione del danno.
Nel quarto incontro della rubrica tecnica Tossani viene affrontato un tema complesso e delicato.
Si parla dei criteri applicati nella quantificazione del danno morale da lutto, con particolare attenzione alla componente equitativa.
È un argomento difficile, perché coinvolge la perdita di una persona cara.
Tuttavia, è uno snodo centrale per ottenere un risarcimento il più possibile giusto.
Il ruolo delle tabelle del Tribunale di Milano
Le tabelle del Tribunale di Milano rappresentano oggi il principale riferimento.
Esse prevedono una base di calcolo matematica.
A questa base si affianca una componente equitativa.
Proprio questa seconda parte consente di adattare il risarcimento alla vita reale delle persone coinvolte.
L’intensità del rapporto affettivo
Per aumentare la quantificazione del danno è fondamentale dimostrare l’intensità del legame.
Il rapporto tra il superstite e la persona deceduta deve essere provato.
Si può fare attraverso elementi concreti e documentabili.
Tra questi rientrano le festività trascorse insieme, le vacanze condivise e la quotidianità familiare.
L’assistenza continuativa come elemento decisivo
Un ruolo centrale nella trattativa può derivare dalla eventuale assistenza continuativa.
Se uno dei due aveva bisogno dell’altro, il legame risulta particolarmente stretto.
In questi casi emerge un livello di intimità e dipendenza affettiva superiore.
Questo può giustificare un aumento significativo del punteggio equitativo.
Punteggi aggiuntivi e trattativa risarcitoria
L’aumento del punteggio non è automatico.
Non segue regole matematiche rigide.
Può variare da pochi punti fino a un massimo di trenta.
Tali punti vengono poi moltiplicati per il valore economico previsto.
È il momento più complesso della trattativa risarcitoria.
L’importanza della conoscenza della famiglia
Una trattativa efficace richiede una profonda conoscenza della famiglia assistita.
Solo così è possibile ottenere un risarcimento equo.
Non esiste un vero ristoro per una perdita.
Le tabelle restano però lo strumento principale per tutelare i diritti dei superstiti.































































