The Day the Music Died

The Day the Music Died: il 3 febbraio 1959 che cambiò il rock.

3 Febbraio 2026 - 07:45--Curiosità, In memoria, Primo piano-
The Day the Music Died: il 3 febbraio 1959 che cambiò il rock.

Il giorno in cui la musica morì nei cieli dell’Iowa

Il 3 febbraio 1959 entra nella storia come The Day the Music Died – il giorno in cui la musica morì. Quel giorno infatti un incidente aereo nei cieli dell’Iowa spegne per sempre le voci di Buddy Holly, Ritchie Valens e The Big Bopper, giovani icone del del rock and roll e diventa una data simbolo nella cultura popolare americana.

L’espressione “The Day the Music Died” fu resa celebre dalla canzone “American Pie” di Don McLean, dedicata al tragico evento.

Tre artisti e un solo tragico destino

  • Buddy Holly (22 anni)
  • Ritchie Valens (17 anni)
  • J.P. “The Big Bopper” Richardson (28 anni)

L’incidente aereo mise fine alle vite dei tre giovani artisti.

In particolare Richie Valens, benché appena diciassettenne, era al massimo della popolarità per la sua interpretazione de “La Bamba”. Pezzo che resterà nella storia della musica e dello stile rock and roll.

Il tour e le difficoltà logistiche

I tre artisti erano impegnati nel “Winter Dance Party Tour”, una serie di concerti nel Midwest che li avrebbe portati in ventiquattro città tra gennaio e febbraio 1959.

Il tour si rivelò faticoso a causa delle distanze e delle rigide temperature invernali.

Il pullman utilizzato per gli spostamenti era inadeguato, e alcuni membri della band, tra cui il batterista di Buddy Holly, soffrirono di gravi disturbi causati dal freddo.

Durante una delle tappe del tour, alla Surf Ballroom di Clear Lake, Buddy Holly decise di noleggiare un piccolo aereo per raggiungere la successiva destinazione, Fargo, nel Dakota del Nord.

Questa decisione fu presa per evitare un altro viaggio estenuante in pullman e permettere agli artisti di riposarsi prima del prossimo concerto.

Il volo fatale

L’aereo era un Beechcraft Bonanza pilotato dal ventunenne Roger Peterson.

Holly prenotò il volo per sé e i suoi due musicisti, Waylon Jennings e Tommy Allsup.

Tuttavia, The Big Bopper, influenzato, chiese a Jennings di cedergli il posto, e il giovane bassista accettò.

Ritchie Valens ottenne il suo posto vincendo un lancio di moneta contro Allsup.

Dion DiMucci, altro artista del tour, rifiutò di prendere il volo a causa del costo del biglietto.

Poco dopo l’una di notte del 3 febbraio, l’aereo decollò dall’aeroporto di Mason City sotto una fitta nevicata.

Dopo soli cinque minuti di volo, il velivolo perse quota e si schiantò in un campo di granturco a otto chilometri a nord-ovest della città.

Il pilota e i tre passeggeri morirono sul colpo.

Le cause dell’incidente

Le indagini stabilirono che l’incidente fu causato dal disorientamento spaziale del pilota.

Roger Peterson, pur essendo esperto nei voli diurni, non aveva una formazione sufficiente per volare in condizioni di scarsa visibilità con l’uso esclusivo degli strumenti.

Questo lo portò a interpretare erroneamente i segnali dell’aereo, facendogli perdere il controllo del velivolo.

Il ritrovamento e le reazioni

Alle 9:15 del mattino successivo, il proprietario della compagnia aerea, Jerry Dwyer, volò sopra la rotta prevista del Beechcraft e individuò i resti dell’aereo.

Buddy Holly e Ritchie Valens furono trovati vicino ai rottami, mentre The Big Bopper e il pilota erano stati sbalzati più lontano.

Le autopsie confermarono che i tre artisti e il pilota erano morti all’istante per i gravi traumi subiti.

La notizia si diffuse rapidamente e lasciò il mondo della musica in lutto.

Il tragico evento venne ricordato nel 1971 anni dopo nella celebre canzone American Pie di Don McLean, che rese popolare l’espressione “The Day the Music Died”.

I funerali I funerali dei tre artisti si svolsero separatamente nelle loro città natali. Buddy Holly fu sepolto a Lubbock, Texas, Ritchie Valens a San Fernando, California, e The Big Bopper a Beaumont, Texas.

LPP

 

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