18 gennaio 1987. Muore il pittore Renato Guttuso.

Renato Guttuso è uno dei protagonisti assoluti dell’arte italiana del Novecento.
Pittore, intellettuale e figura pubblica, lega la propria opera a una visione dell’arte come strumento di testimonianza civile.
Il suo nome resta associato a un realismo potente, spesso drammatico, capace di raccontare il lavoro, la politica, la guerra e la vita quotidiana.
Dalla Sicilia a Roma, una formazione fuori dagli schemi
Renato Guttuso nasce il 26 dicembre 1911 a Bagheria, in provincia di Palermo.
Cresce in un ambiente aperto alla cultura e al dibattito politico, che influenza precocemente il suo sguardo sul mondo.
Ancora giovanissimo espone le prime opere e rifiuta ogni accademismo rigido.
Negli anni Trenta si trasferisce a Roma, dove entra in contatto con artisti e intellettuali antifascisti.
La capitale diventa il centro della sua maturazione artistica e del suo impegno pubblico.
Un realismo che racconta il suo tempo
La pittura di Renato Guttuso si riconosce per il segno netto, i colori accesi e le composizioni cariche di tensione.
Opere come Crocifissione e La Vucciria affrontano temi universali attraverso immagini forti e riconoscibili.
Il dolore, la lotta, la dignità umana diventano elementi centrali del suo linguaggio.
L’artista aderisce al Partito Comunista Italiano e vive l’arte come atto politico e morale.
Partecipa attivamente al dibattito culturale del dopoguerra, diventando una voce influente anche fuori dai musei.

I funerali di Togliatti, 1972, colori acrilici e collage su carta, Museo d’arte moderna di Bologna
Tra successo internazionale e impegno culturale
Renato Guttuso espone in Italia e all’estero, ottenendo riconoscimenti importanti.
Le sue opere entrano nelle principali collezioni pubbliche e private.
Nel 1976 viene nominato senatore a vita, riconoscimento che conferma il suo ruolo nella vita culturale del Paese.
Non smette mai di dipingere e di intervenire nel dibattito pubblico, mantenendo uno stile diretto e riconoscibile.
La morte e i funerali di Renato Guttuso
Renato Guttuso muore il 18 gennaio 1987 a Roma, all’età di 75 anni.
La notizia suscita grande commozione nel mondo dell’arte e della politica.
I funerali si svolgono in forma solenne, con la partecipazione di istituzioni, artisti e cittadini.
Viene sepolto al Cimitero del Verano, luogo simbolo della memoria romana.
La sua eredità resta viva nelle opere e nel messaggio di un’arte che sceglie di non essere mai neutrale.



































































