19 gennaio 1990. La morte di Osho Rajneesh maestro controverso.

19 Gennaio 2026 - 08:00--Anniversari-
19 gennaio 1990. La morte di Osho Rajneesh maestro controverso.

Le origini e l’infanzia ribelle

Osho Rajneesh nasce l’11 dicembre 1931 a Kuchwada, un piccolo villaggio del Madhya Pradesh, in India e trascorre i primi anni di vita con i nonni.

Fin dall’infanzia mostra uno spirito libero e insofferente alle regole.

La morte del nonno e della cugina Shashi segna profondamente il suo carattere.

Da quel momento inizia una ricerca interiore precoce, orientata alla felicità come esperienza individuale.

Ancora bambino sviluppa una spiccata capacità narrativa, inventando racconti improvvisati, spesso di genere poliziesco.

Gioventù, studi e illuminazione

A dodici anni scrive a mano una rivista intitolata Prayas, “sforzo”.

A scuola emerge come leader naturale tra i coetanei.

Con l’adolescenza abbraccia posizioni ateiste e marxiste.

Nel marzo del 1953, a soli ventuno anni, vive quella che definisce l’esperienza dell’Illuminazione.

Da allora decide di dedicare la propria vita alla condivisione di quella consapevolezza.

Completa gli studi in Arti e Filosofia nel 1955 e ottiene un Master in filosofia all’università di Sagara con il massimo dei voti.

L’insegnamento e le prime polemiche

Inizia a insegnare filosofia, ma il suo approccio anticonvenzionale crea subito tensioni.

Lascia il Raipur Sanskrit College perché ritenuto dannoso per la moralità degli studenti.

Dal 1958 insegna all’Università di Jabalpur e diventa un conferenziere carismatico.

Nei primi anni Sessanta guida quotidianamente campi di meditazione.

Nel 1962 fonda il Jivan Jagruti Kendra, primo centro strutturato dei suoi insegnamenti.

Le sue posizioni sulla libertà sessuale e sulla religione tradizionale scandalizzano l’opinione pubblica indiana.

La nascita della comunità e l’ashram di Pune

Nel 1969 introduce nuove tecniche di meditazione per la consapevolezza di sé.

L’anno seguente nasce una vera sanga, una comunità spirituale con rituali e simboli propri.

All’inizio degli anni Settanta si stabilisce prima a Bombay e poi a Pune.

Qui, nel 1974, fonda l’ashram che lo renderà famoso in tutto il mondo.

Ogni mattina parla di amore, politica, religione, sesso e psicologia.

L’Occidente scopre Osho e inizia a seguirlo in massa.

Il silenzio, l’America e il declino

Il 1° maggio 1981 entra in silenzio, definendolo la fase suprema del suo lavoro.

Nel frattempo nascono decine di comunità e centri di meditazione in tutto il mondo.

Si trasferisce in Oregon, dove sorge una vera città autosufficiente.

Nel 1984 emergono gravi scandali legati ad attacchi biologici organizzati da membri del movimento.

Nel 1985 viene arrestato e poi espulso dagli Stati Uniti per violazioni dell’immigrazione.

Gli ultimi anni e la morte

Rientra in India dopo un lungo e difficile peregrinare internazionale.

Riprende a parlare, ma trova un clima cambiato e più ostile.

Nel 1989 il suicidio della compagna Vivek lo colpisce profondamente.

La salute peggiora rapidamente.

Osho Rajneesh muore il 19 gennaio 1990 a Pune.

Il suo corpo viene cremato e la guida della comunità passa a un gruppo di persone scelte da lui poco prima di morire.

La sua figura resta ancora oggi divisiva. Per alcuni è un maestro spirituale rivoluzionario.
Per altri rappresenta una delle più controverse figure del Novecento.

LPP

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