emilio fede

2 settembre 2025. Addio al giornalista Emilio Fede.

2 Settembre 2026 - 07:00--Anniversari-
2 settembre 2025. Addio al giornalista Emilio Fede.

Emilio Fede, storico volto della televisione italiana moriva un anno fa

Emilio Fede è stato uno dei giornalisti televisivi tra i più conosciuti e discussi della storia italiana recente.

L’ex direttore del Tg1, di Studio Aperto e del Tg4 muore il 2 settembre 2025, all’età di 94 anni, nella Residenza San Felice di Segrate, alle porte di Milano con accanto le figlie Simona e Sveva.

Emilio Fede aveva affrontato spesso anche il pensiero della morte attraverso quella stessa ironia che utilizzava davanti alle telecamere. Negli ultimi anni era diventata celebre una sua battuta: «Ogni mattina leggo i necrologi. Se non c’è il mio nome, vado a farmi la barba».

A un anno dalla scomparsa resta il ricordo di un protagonista dell’informazione italiana, capace di attraversare oltre mezzo secolo di televisione, cronaca e politica. Tra grandi consensi, ma anche critiche, polemiche e vicende giudiziarie.

Dagli esordi nella carta stampata alla lunga esperienza in Rai

Emilio Fede nasce a Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia, il 24 giugno 1931. Ancora giovane si trasferì con la famiglia a Roma e iniziò ad avvicinarsi al giornalismo.

Lavorò per Il Momento – Mattino e successivamente per La Gazzetta del Popolo. La televisione avrebbe però segnato definitivamente la sua carriera.

Dopo le prime collaborazioni, entrò stabilmente in Rai all’inizio degli anni Sessanta. Per circa otto anni lavorò come inviato speciale in Africa, seguendo da vicino una fase segnata dalla decolonizzazione, dai conflitti e dai profondi cambiamenti politici del continente.

Dal 1976 al 1981 condusse il Tg1. Presentò anche la prima edizione a colori del telegiornale nel 1977 e raccontò alcuni dei momenti più drammatici della storia italiana, compresi i giorni del rapimento di Aldo Moro.

La direzione del Tg1 e la tragedia di Vermicino

Nel 1981 Fede assunse la direzione del Tg1.

Proprio durante quel periodo la televisione italiana visse uno degli eventi più dolorosi e discussi della propria storia: la tragedia di Alfredo Rampi, il bambino caduto in un pozzo artesiano a Vermicino.

La Rai seguì per molte ore i tentativi di soccorso attraverso una lunga diretta televisiva. Quel racconto entrò nella memoria collettiva e aprì un intenso dibattito sul rapporto tra cronaca, dolore e spettacolarizzazione televisiva.

Dopo una fase complessa della sua esperienza nella televisione pubblica, Fede lasciò definitivamente la Rai nel 1987.

L’arrivo in Fininvest e la nascita di Studio Aperto

Nel 1989 Emilio Fede entrò nel gruppo Fininvest, iniziando una nuova fase professionale destinata a renderlo ancora più popolare.

Dopo Videonews arrivò Studio Aperto, il telegiornale di Italia 1.

Il 16 gennaio 1991 la testata annunciò in diretta l’inizio dell’operazione Desert Storm durante la Guerra del Golfo, imponendosi nella competizione televisiva dell’epoca.

Fede contribuì a costruire uno stile televisivo molto personale. Puntava sulla rapidità, sulla presenza diretta del conduttore e su una comunicazione immediata.

Entrarono nell’immaginario televisivo anche le celebri “bandierine di Fede”, utilizzate per spiegare agli spettatori schieramenti, risultati e scenari politici.

Vent’anni alla guida del Tg4

La svolta definitiva arrivò nel 1992, quando Emilio Fede diventò direttore del Tg4.

Rimase alla guida della testata per vent’anni, fino al 2012, trasformandosi nel volto più riconoscibile dell’informazione di Rete 4.

Il suo stile rompeva spesso la distanza tradizionale tra direttore e pubblico. Fede commentava le notizie, mostrava emozioni e utilizzava un linguaggio personale.

Durante gli anni di Tangentopoli e della nascita della cosiddetta Seconda Repubblica, il Tg4 diventò anche uno degli osservatori televisivi più discussi della politica italiana.

Il rapporto con Silvio Berlusconi rappresentò uno degli elementi centrali della sua vita professionale. Fede non nascose mai la propria vicinanza personale e politica al fondatore di Mediaset, elemento che gli procurò nel tempo sia sostenitori sia forti critiche.

Le vicende giudiziarie e gli anni più difficili

Alla carriera televisiva si affiancarono negli ultimi anni importanti vicende giudiziarie che influenzarono profondamente l’immagine pubblica del giornalista.

Nel 2019 diventò definitiva la condanna nel processo Ruby Bis per favoreggiamento della prostituzione. Fede scontò la pena prima agli arresti domiciliari e successivamente attraverso i servizi sociali.

Le controversie giudiziarie contribuirono a rendere ancora più complesso il giudizio sulla sua figura.

La sua biografia resta così divisa tra una lunga stagione di successi televisivi e una parte finale segnata da polemiche, processi e dall’allontanamento dal mondo che lo aveva reso celebre.

Libri, politica e apparizioni cinematografiche

Emilio Fede non limitò la propria attività alla televisione.

Nel corso degli anni pubblicò libri autobiografici e testi dedicati alla società, alla politica e al costume italiano.

Tentò anche l’esperienza politica. Nel 1979 si candidò alle elezioni europee con il PSDI e, negli anni successivi, promosse diversi movimenti, tra cui Vogliamo solo vivere e Le Ali della Libertà. Nessuno di questi progetti raggiunse però una significativa dimensione nazionale.

La sua notorietà lo portò inoltre nel cinema e nella cultura popolare. Comparve in Paparazzi di Neri Parenti e la sua immagine televisiva entrò in film, programmi satirici e repertori cinematografici.

LPP

HOFI

Condividi sui tuoi social...
newsletter
rimani informato

Iscriviti alla nostra newsletter, riceverai solo informazioni utili.

Articoli correlati

TGFuneral24 consiglia

Holding Funeraria Italiana
scacf cofani funebri perugia
lorandi group industria cofani funebri a brescia
Paolo Imeri - Urne Cinerarie e Cofani Funebri
gfm asti imbottiture funebri eccellenza della manifattura italiana
ellena autotrasformazioni saluzzo
Riello F.lli srl
Rota Style
Rota Style
registro italiano imprese funebri
pet news 24 quotidiano di informazione dedicato ai nostri amici animali
memories books necrologi funerali e annunci di lutto in italia