27 aprile 2002. Muore la creatrice della bambola Barbie.

Ruth Handler e la Barbie: l’intuizione che cambia il mondo dei giocattoli
Ruth Handler nasce il 4 novembre 1916 a Denver, negli Stati Uniti, in una famiglia di immigrati polacchi.
A vent’anni si trasferisce a Los Angeles dove incontra Elliott Handler, che diventa suo marito e socio in affari.
Nel 1945, insieme al marito e all’amico Harold “Matt” Matson, fonda la Mattel, destinata a diventare una delle più grandi aziende di giocattoli al mondo.
Barbie, un’idea rivoluzionaria
All’epoca la maggior parte delle bambole rappresentava neonati. La svolta arriva quasi per caso, osservando la figlia Barbara giocare con bambole di carta.
Ruth nota che la bambina attribuisce alle sue bambole identità “adulte”, attribuisce loro relazioni e ruoli professionali.
Da questa osservazione nasce l’idea rivoluzionaria e, per l’epoca, innovativa: creare una bambola con sembianze adulte.
Intuendo che poteva trattarsi di una ottima scelta di mercato, Ruth suggerì l’idea al marito e costruisce un prototipo che chiamerà Barbie usando il diminutivo della figlia, Barbara.
Nel 1959 Ruth Handler presenta la bambola Barbie alla Fiera del Giocattolo di New York.
E subito dopo, arriva nei negozi il 9 marzo 1959, con un costume da bagno zebrato, la pelle chiara e i capelli neri legati in una lunga coda; successivamente però sarebbe l’iconica bionda.
Costruita in Giappone, nel primo anno ne furono venduti 350.000 esemplari.
L’8 marzo 1974 venne prodotta per la prima volta a San Francisco una Barbie snodabile.
La bambola rompe con la tradizione delle bambole neonate, offrendo alle bambine un modello diverso di gioco e identificazione.
Barbie si trasforma rapidamente in un fenomeno globale, capace di adattarsi ai cambiamenti sociali e culturali.
Ruth Handler guida questo progetto con determinazione, contribuendo a costruire un marchio e un oggetto destinato a entrare nell’immaginario collettivo.
Difficoltà personali e nuovi progetti
Negli anni Settanta la vita di Ruth Handler affronta momenti complessi.
Nel 1975 si dimette da Mattel dopo vicende legate a irregolarità finanziarie.
Poco tempo dopo riceve una diagnosi di tumore al seno.
Da questa esperienza nasce un nuovo impegno.
Ruth Handler sviluppa una linea di protesi mammarie chiamata “Nearly Me”, pensata per migliorare la qualità della vita delle donne operate.
Ancora una volta, trasforma una difficoltà personale in un progetto concreto.
La morte e i funerali di Ruth Handler
Ruth Handler muore il 27 aprile 2002 a Los Angeles, all’età di 85 anni.
I funerali si svolgono in forma privata, nel rispetto della volontà della famiglia.
Resta il segno di una donna capace di osservare il mondo con attenzione e di trasformare il quotidiano in un’idea destinata a durare nel tempo.
LPP












































