30 maggio 1778. Muore Voltaire.

Voltaire, il filosofo che sfida il potere con la ragione
Un intellettuale contro censura e fanatismo
Voltaire nasce a Parigi il 21 novembre 1694 con il nome di François-Marie Arouet.
Cresce in una Francia dominata dalla monarchia assoluta e da una forte influenza religiosa sulla vita pubblica.
Fin da giovane dimostra un carattere irriverente e una straordinaria abilità nella scrittura.
Ama il teatro, la poesia e la filosofia.
Soprattutto, ama la libertà di pensiero.
La sua ironia pungente lo mette presto nei guai.
Critica i privilegi della nobiltà, attacca l’intolleranza religiosa e denuncia gli abusi del potere.
Per le sue idee finisce più volte nel mirino delle autorità.
Viene arrestato e rinchiuso alla Bastiglia.
Successivamente affronta anche l’esilio in Inghilterra, esperienza che cambia profondamente il suo modo di vedere il mondo.
In Inghilterra scopre un sistema politico più aperto rispetto a quello francese.
Studia Newton, Locke e il pensiero liberale britannico.
Da quel momento la sua battaglia culturale diventa ancora più intensa.
Voltaire comprende che la conoscenza può contrastare il fanatismo meglio di qualsiasi arma.
Le opere di Voltaire che cambiano l’Europa
Voltaire diventa uno dei protagonisti assoluti dell’Illuminismo europeo.
Le sue opere circolano in tutta Europa e raggiungono lettori di ogni classe sociale.
Scrive saggi, tragedie, racconti filosofici e pamphlet polemici.
Tra i suoi testi più celebri spiccano Candido e Trattato sulla tolleranza.
Attraverso racconti brillanti e satirici, smonta le contraddizioni della società del suo tempo.
Difende la libertà religiosa, la giustizia e i diritti dell’uomo.
Combatte il dogmatismo con l’intelligenza e con una scrittura diretta, elegante e corrosiva.
Voltaire non si limita alla teoria.
Interviene pubblicamente in casi giudiziari controversi e prende posizione contro le persecuzioni religiose.
La sua voce diventa simbolo di indipendenza intellettuale.
Molti sovrani europei lo temono.
Altri cercano il suo consiglio.
Federico II di Prussia lo ospita persino alla sua corte.
Il filosofo francese continua però a mantenere uno spirito libero e difficile da controllare.
Scrive spesso sotto pseudonimo.
Usa sarcasmo e provocazione come strumenti di battaglia culturale.
Il suo pensiero attraversa i confini e contribuisce a preparare il clima culturale che porterà alla Rivoluzione francese.
La morte di Voltaire e il trasferimento al Pantheon
Voltaire muore a Parigi il 30 maggio 1778, all’età di 83 anni.
La sua scomparsa provoca discussioni e tensioni.
Secondo molte testimonianze, rifiuta fino all’ultimo una piena riconciliazione con la Chiesa cattolica.
Per questo motivo le autorità religiose negano inizialmente la sepoltura cristiana.
Il corpo viene trasportato segretamente nell’abbazia di Scellières, in Champagne, dove riceve una sepoltura discreta.
Nel 1791, durante la Rivoluzione francese, la Francia decide di rendergli omaggio ufficialmente.
Le sue spoglie vengono trasferite nel Pantheon di Parigi, accanto ai grandi protagonisti della storia nazionale.











































