6 gennaio 1980. Muore Piersanti Mattarella, vittima della mafia.

Piersanti Mattarella nasce il 24 maggio 1935 a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani.
Cresce in una famiglia profondamente legata alla politica e alle istituzioni.
Il padre Bernardo è più volte ministro e figura di primo piano della Democrazia Cristiana.
Dopo la laurea in giurisprudenza, Piersanti Mattarella intraprende la carriera forense e si avvicina progressivamente all’impegno pubblico.
Gli inizi politici e l’impegno riformatore
Piersanti Mattarella entra all’Assemblea regionale siciliana nel 1967.
La sua attività si concentra fin da subito sui temi della legalità amministrativa e del buon governo.
Si distingue per uno stile sobrio e per un’attenzione rigorosa alle regole.
Nel 1978 viene eletto presidente della Regione Siciliana.
È una fase delicata della storia isolana, segnata da forti intrecci tra politica, affari e criminalità organizzata.
La presidenza della Regione Siciliana
Da presidente, Piersanti Mattarella avvia un programma di rinnovamento profondo.
Si ispira ai modelli di amministrazione delle regioni del Centro-Nord.
Introduce criteri di trasparenza negli appalti e nella gestione della spesa pubblica.
Si oppone con fermezza alle pratiche clientelari radicate nella politica regionale.
Questo approccio gli crea consenso nell’opinione pubblica ma anche forti ostilità.
Il contrasto ai sistemi di potere
Piersanti Mattarella lavora per spezzare i legami tra politica e mafia.
Interviene sulla normativa urbanistica e sugli appalti pubblici.
La sua azione incide su interessi economici consolidati.
Secondo le successive indagini giudiziarie, proprio questa linea riformatrice diventa la causa della sua eliminazione.
L’omicidio del 6 gennaio 1980
La mattina del 6 gennaio 1980, Piersanti Mattarella esce dalla sua abitazione a Palermo.
È diretto a messa insieme alla famiglia.
Viene raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco davanti alla moglie e ai figli.
Muore poco dopo per le gravi ferite riportate.
L’omicidio scuote profondamente l’opinione pubblica italiana.
I funerali e l’eredità civile
I funerali si svolgono a Palermo in un clima di grande commozione.
La partecipazione popolare è imponente.
Alle esequie sono presenti le più alte cariche dello Stato.
La figura di Piersanti Mattarella resta legata all’idea di una politica fondata su etica, legalità e responsabilità.
La sua morte segna uno spartiacque nella storia della lotta alla mafia in Sicilia.
Piersanti Mattarella nasce il 24 maggio 1935 a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani.
Cresce in una famiglia profondamente legata alla politica e alle istituzioni.
Il padre Bernardo è più volte ministro e figura di primo piano della Democrazia Cristiana.
Dopo la laurea in giurisprudenza, Piersanti Mattarella intraprende la carriera forense e si avvicina progressivamente all’impegno pubblico.
Gli inizi politici e l’impegno riformatore
Piersanti Mattarella entra all’Assemblea regionale siciliana nel 1967.
La sua attività si concentra fin da subito sui temi della legalità amministrativa e del buon governo.
Si distingue per uno stile sobrio e per un’attenzione rigorosa alle regole.
Nel 1978 viene eletto presidente della Regione Siciliana.
È una fase delicata della storia isolana, segnata da forti intrecci tra politica, affari e criminalità organizzata.
La presidenza della Regione Siciliana
Da presidente, Piersanti Mattarella avvia un programma di rinnovamento profondo.
Si ispira ai modelli di amministrazione delle regioni del Centro-Nord.
Introduce criteri di trasparenza negli appalti e nella gestione della spesa pubblica.
Si oppone con fermezza alle pratiche clientelari radicate nella politica regionale.
Questo approccio gli crea consenso nell’opinione pubblica ma anche forti ostilità.
Il contrasto ai sistemi di potere
Piersanti Mattarella lavora per spezzare i legami tra politica e mafia.
Interviene sulla normativa urbanistica e sugli appalti pubblici.
La sua azione incide su interessi economici consolidati.
Secondo le successive indagini giudiziarie, proprio questa linea riformatrice diventa la causa della sua eliminazione.
L’omicidio del 6 gennaio 1980
La mattina del 6 gennaio 1980, Piersanti Mattarella esce dalla sua abitazione a Palermo.
È diretto a messa insieme alla famiglia.
Viene raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco davanti alla moglie e ai figli.
Muore poco dopo per le gravi ferite riportate.
L’omicidio scuote profondamente l’opinione pubblica italiana.
I funerali e l’eredità civile
I funerali si svolgono a Palermo in un clima di grande commozione.
La partecipazione popolare è imponente.
Alle esequie sono presenti le più alte cariche dello Stato.
La figura di Piersanti Mattarella resta legata all’idea di una politica fondata su etica, legalità e responsabilità.
La sua morte segna uno spartiacque nella storia della lotta alla mafia in Sicilia.















































































