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7 settembre 1968. La morte del pittore Lucio Fontana.

7 Settembre 2026 - 07:30--Anniversari-
7 settembre 1968. La morte del pittore Lucio Fontana.

Lucio Fontana, l’artista che aprì lo spazio

Il 7 settembre 1968 moriva Lucio Fontana, uno degli artisti italiani più rivoluzionari del Novecento.

A 58 anni dalla sua scomparsa, il suo nome continua a evocare immediatamente quelle tele attraversate da tagli e aperture che hanno modificato per sempre il modo di intendere la pittura.

Fontana voleva andare oltre la superficie del quadro, superare i confini tradizionali dell’arte e mettere in relazione materia, luce, spazio e infinito.

Lucio Fontana, un artista cresciuto tra Italia e Argentina

Lucio Fontana nasce il 19 febbraio 1899 a Rosario di Santa Fe, in Argentina, da padre italiano e madre argentina.

La sua vita si sviluppa fin dall’inizio tra due mondi.

Argentina e Italia diventano non soltanto due luoghi geografici, ma anche due riferimenti culturali destinati a influenzare la sua sensibilità.

Dopo la formazione artistica a Milano, Fontana si dedica soprattutto alla scultura.

Già nei suoi primi lavori emerge una personalità lontana dalle convenzioni.

L’artista sperimenta materiali, forme e tecniche differenti, mostrando un interesse crescente per tutto ciò che può portare l’opera oltre i limiti della rappresentazione tradizionale.

Nel corso degli anni alterna lunghi soggiorni tra Italia e Argentina.

Questa esperienza internazionale contribuisce a rendere ancora più aperta e originale la sua ricerca.

La nascita dello Spazialismo

La svolta decisiva arriva negli anni Quaranta.

Fontana sviluppa una nuova concezione dell’arte e pone le basi dello Spazialismo, movimento destinato a lasciare un segno profondo nella storia dell’arte contemporanea.

L’obiettivo appare radicale: superare la pittura tradizionale e trasformare la tela in uno spazio reale.

Per Fontana il quadro non deve più rappresentare semplicemente qualcosa.

Deve diventare esso stesso materia, ambiente e profondità.

L’artista immagina un linguaggio capace di dialogare anche con le trasformazioni scientifiche e tecnologiche del suo tempo.

Il Novecento scopre nuovi mezzi di comunicazione, nuovi materiali e nuove possibilità di esplorazione dello spazio.

Fontana comprende che anche l’arte deve cambiare.

I buchi e i tagli che rivoluzionarono la tela

Da questa ricerca nascono i celebri Concetti spaziali.

Prima arrivano i buchi.

Poi, soprattutto dalla fine degli anni Cinquanta, compaiono i tagli destinati a diventare il simbolo della sua opera.

Con un gesto netto Fontana incide la tela.

Dietro quell’apertura non esiste più soltanto il supporto del quadro.

Compare uno spazio nuovo.

Il taglio introduce profondità, ombra e luce all’interno dell’opera e obbliga chi osserva a immaginare ciò che si trova oltre la superficie.

Il gesto può apparire semplice, ma racchiude una riflessione complessa.

Fontana non distrugge la tela: la trasforma.

L’apertura diventa una soglia verso uno spazio che sembra proseguire all’infinito.

Proprio questa intuizione rende le sue opere immediatamente riconoscibili e, ancora oggi, sorprendentemente contemporanee.

Non soltanto i celebri tagli

Ridurre Lucio Fontana esclusivamente alle tele tagliate significa però raccontare soltanto una parte della sua produzione.

L’artista lavora con scultura, ceramica, pittura, ambienti e installazioni.

Sperimenta superfici monocrome, pietre, vetri, metalli e materiali differenti.

Realizza anche ambienti spaziali nei quali luce e spazio diventano elementi essenziali dell’opera.

Il suo interesse non riguarda quindi il semplice gesto provocatorio.

Fontana cerca continuamente nuovi strumenti per costruire una relazione diversa tra opera, ambiente e spettatore.

Questa capacità di attraversare discipline differenti lo rende uno dei grandi anticipatori dell’arte contemporanea.

La curiosità artistica che resta…

Negli ultimi anni della sua vita Fontana mantiene intatta la propria curiosità artistica.

Nel 1968 lascia Milano e torna nella zona di Varese, dove aveva trascorso diversi periodi della propria esistenza.

Lucio Fontana muore il 7 settembre 1968 a Comabbio, all’età di 69 anni.

La sua scomparsa chiude una delle esperienze artistiche più innovative del Novecento, ma non interrompe l’influenza delle sue idee.

Il linguaggio sviluppato attraverso lo Spazialismo continua infatti a dialogare con artisti, critici e studiosi di tutto il mondo.

A distanza di oltre mezzo secolo, le opere di Fontana conservano una forza visiva straordinaria.

Il suo celebre taglio continua a porre una domanda essenziale: dove termina realmente un’opera d’arte?

Fontana trasformò una superficie chiusa in un’apertura.

Superò il confine tra pittura e scultura.

Soprattutto, mostrò che anche un gesto apparentemente minimo può contenere un’idea capace di cambiare la storia dell’arte.

Quel taglio, diventato il suo segno universale, non rappresentava una fine.

Era l’inizio di uno spazio nuovo.

LPP

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