8 settembre 2009: la morte di Mike Bongiorno “Mister Allegria”.

8 Settembre 2026 - 08:30--Anniversari, In memoria, Primo piano-
8 settembre 2009: la morte di Mike Bongiorno “Mister Allegria”.

Mike Bongiorno, uomo simbolo della televisione italiana con una carriera che ha attraversato oltre mezzo secolo

L’8 settembre 2009 moriva a Monte Carlo Mike Bongiorno, uno dei personaggi che più di ogni altro hanno contribuito alla nascita e alla crescita della televisione italiana.

Aveva 85 anni e alle spalle oltre mezzo secolo trascorso davanti alle telecamere.

Ancora oggi il suo volto, la sua voce e il celebre saluto “Allegria!” appartengono alla memoria collettiva di diverse generazioni.

Era difficile immaginare Mike lontano da uno studio televisivo.

Per decenni aveva accompagnato gli italiani con il sorriso, un tono immediatamente riconoscibile e una straordinaria capacità di trasformare una semplice domanda in un momento di spettacolo.

Dalla Rai alle televisioni commerciali, fino all’ultima esperienza con Sky, Mike Bongiorno attraversò praticamente tutta la storia della televisione italiana.

Da New York all’Italia: le origini di Mike Bongiorno

Michael Nicholas Salvatore Bongiorno nacque a New York il 26 maggio 1924, da padre italoamericano e madre italiana.

Dopo la separazione dei genitori si trasferì a Milano con la madre quando aveva soltanto cinque anni.

Cresciuto tra la cultura statunitense delle sue origini e quella italiana della sua formazione, mantenne per tutta la vita un forte rapporto con entrambi i Paesi.

La sua giovinezza, tuttavia, conobbe molto presto il volto drammatico della guerra.

Durante la Resistenza italiana partecipò all’attività partigiana come staffetta.

I nazisti lo arrestarono e lo rinchiusero nel carcere milanese di San Vittore, dove incontrò anche Indro Montanelli.

Successivamente affrontò la deportazione e la prigionia in Germania.

La doppia cittadinanza contribuì alla sua liberazione e, terminata quella difficile esperienza, Bongiorno tornò negli Stati Uniti.

Fu proprio lì che iniziò ad avvicinarsi professionalmente al mondo della comunicazione lavorando in radio.

Il ritorno in Italia e la nascita della televisione

Nel 1953 Mike Bongiorno tornò in Italia.

Il Paese si preparava a vivere una trasformazione destinata a cambiare per sempre le abitudini delle famiglie: la televisione.

L’incontro con Vittorio Veltroni contribuì al suo ingresso nella nascente Rai.

Mike si trovò così nel posto giusto in uno dei momenti decisivi della storia dei mezzi di comunicazione italiani.

Nel 1954 condusse “Arrivi e partenze”, uno dei primi programmi della televisione italiana.

La vera svolta arrivò poco dopo con “Lascia o raddoppia?”.

Il quiz trasformò Mike Bongiorno in un personaggio popolarissimo.

Il giovedì sera milioni di italiani si riunivano davanti al televisore per seguire i concorrenti, provare a rispondere alle domande e scoprire il destino del campione di turno.

Non si trattava più soltanto di guardare un programma.

La televisione stava diventando un rito familiare e collettivo.

E Mike Bongiorno ne rappresentava uno dei principali protagonisti.

Da Rischiatutto a TeleMike: il re dei quiz

La sua forza risiedeva soprattutto nella semplicità.

Mike parlava direttamente al pubblico senza creare distanze.

Il suo stile appariva spontaneo, comprensibile e immediato.

Dopo il successo di “Lascia o raddoppia?” arrivarono altri programmi destinati a entrare nella storia della televisione.

Tra questi spiccano “Rischiatutto”, “Scommettiamo?”, “Superflash” e “TeleMike”.

Bongiorno diventò così il simbolo italiano del quiz televisivo.

Parallelamente affrontò anche i grandi appuntamenti dello spettacolo.

Condusse il Festival di Sanremo per undici edizioni e salì sul palco di numerose manifestazioni nazionali, tra cui Miss Italia.

Pochissimi conduttori hanno avuto una presenza così lunga e trasversale nel panorama televisivo italiano.

Mike Bongiorno e la nascita della televisione commerciale

Alla fine degli anni Settanta la televisione italiana iniziò a cambiare profondamente.

Accanto alla Rai iniziarono a crescere le emittenti private e Mike Bongiorno comprese immediatamente le potenzialità del nuovo scenario.

Diventò quindi uno dei protagonisti della televisione commerciale e uno dei volti più importanti delle reti che avrebbero dato origine al sistema Mediaset.

Anche in questa nuova epoca riuscì a conservare il proprio stile.

Tra i programmi più popolari arrivò “La ruota della fortuna”, destinato a diventare uno dei quiz più amati della televisione italiana.

Negli anni Novanta condusse anche “Bravo Bravissimo”, dedicato ai giovani talenti.

La televisione cambiava linguaggio, ritmo e pubblico.

Mike, però, restava immediatamente riconoscibile.

Le gaffe, i concorrenti e quel celebre “Allegria!”

Parte del successo di Mike Bongiorno nacque dal rapporto che riusciva a creare con i concorrenti.

Non interpretava soltanto il ruolo del presentatore.

Dialogava, scherzava, si sorprendeva e talvolta commetteva quelle celebri gaffe televisive che finirono per renderlo ancora più popolare.

Molte sue espressioni entrarono nel linguaggio comune.

Su tutte rimase il celebre “Allegria!”, una parola diventata quasi una firma personale.

Mike rappresentava una televisione semplice e diretta, nella quale il pubblico poteva riconoscersi.

L’amicizia con Fiorello e il volto più ironico di Mike

Negli ultimi anni della sua carriera emerse anche un lato più ironico e giocoso.

Un ruolo importante lo ebbe Fiorello.

Durante “Viva Radio 2”, lo showman siciliano imitava spesso Mike e lo coinvolgeva attraverso telefonate improvvise che diventavano irresistibili siparietti radiofonici.

Quello che inizialmente sembrava soltanto un gioco si trasformò in un’autentica amicizia.

I due comparvero insieme anche in televisione e in alcune campagne pubblicitarie, mostrando una sorprendente complicità.

Con Fiorello, Mike riusciva a giocare con il proprio personaggio e con quella fama costruita in decenni di televisione.

Fu uno degli aspetti più divertenti e affettuosi dell’ultima fase della sua carriera.

L’addio a Mediaset e l’ultimo progetto televisivo

Alla fine del 2008 terminò la lunghissima collaborazione tra Mike Bongiorno e Mediaset.

La separazione lasciò nel conduttore una forte amarezza.

Mike, tuttavia, non pensava ancora al ritiro.

Passò a Sky e iniziò a progettare il ritorno di “Rischiatutto”, uno dei programmi simbolo della sua carriera.

Aveva già 85 anni, ma continuava a immaginare nuovi progetti televisivi.

Non riuscì a realizzare quell’ultimo sogno.

La morte di Mike Bongiorno l’8 settembre 2009

Mike Bongiorno morì l’8 settembre 2009 a Monte Carlo, dove si trovava insieme alla moglie Daniela Zuccoli.

Un infarto pose improvvisamente fine alla sua vita. La notizia provocò una fortissima emozione in Italia.

Se ne andava non soltanto un conduttore televisivo, ma un uomo che aveva accompagnato il Paese per più di cinquant’anni.

Mike aveva visto nascere la televisione italiana e aveva saputo attraversarne tutte le trasformazioni.

Dalla Rai in bianco e nero ai grandi quiz, dalla televisione commerciale al satellite, era rimasto sempre davanti alle telecamere.

La televisione naturalmente continuò il proprio cammino.

Ma dall’8 settembre 2009 perse uno dei volti che più di ogni altro avevano contribuito a costruirne l’identità.

Il suo “Allegria!” resta il simbolo di un’epoca e di un modo di fare televisione che milioni di italiani continuano a ricordare con affetto.

LPP

 

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