Whitney Houston:

11 febbraio 2012. Whitney Houston: l’usignolo che morì di freddo.

11 Febbraio 2026 - 09:35--Anniversari, Primo piano-
11 febbraio 2012. Whitney Houston: l’usignolo che morì di freddo.

Whitney Houston: la voce da usignolo, la gloria di una leonessa, la fragilità di una libellula

Whitney Houston è una delle artiste più influenti e complesse della musica pop e soul tra gli anni Ottanta e Novanta. La morte, avvenuta nel 2012, non ha spento il suo scintillio.

Ancora oggi le sue canzoni sono notissime e iconiche anche tra le giovani generazioni.

La sua voce, potente e limpida, attraversa oltre tre ottave con un controllo tecnico rarissimo.

Grazie a queste qualità, unite a carisma scenico ed eleganza naturale, conquista il pubblico mondiale e riceve da Oprah Winfrey il soprannome destinato a restare nella storia: The Voice.

Dietro questo splendore, però, si muove fin dall’infanzia una trama di fragilità, silenzi e ferite profonde.

Le prime luci del successo

Whitney Elizabeth Houston nasce il 9 agosto 1963 a Newark, nel New Jersey.

Respira musica sin da bambina grazie alla madre Cissy Houston, voce del gruppo gospel The Sweet Inspirations, e cresce in una famiglia dove il talento rappresenta una tradizione.

Sua cugina è colei che diventerà la mitica Dionne Warwick

Canta nel coro della chiesa, diventa solista a soli undici anni e dimostra subito una vocalità fuori dal comune.

Nonostante le prime offerte discografiche, la madre sceglie di proteggerla e la spinge a completare gli studi.

Dopo il diploma, l’incontro con il produttore Clive Davis cambia il suo destino.

L’album di debutto Whitney Houston del 1985 domina le classifiche per quattordici settimane consecutive, un record assoluto per un’esordiente.

Il secondo album Whitney conferma il successo e trasforma la cantante in una star globale.

Cinema, musica e consacrazione mondiale star del pop soul

Nel 1992 Whitney debutta al cinema accanto a Kevin Costner nel film The Bodyguard.

La colonna sonora diventa un fenomeno culturale, soprattutto grazie a I Will Always Love You, reinterpretazione del brano di Dolly Parton.

Il singolo vende oltre 22 milioni di copie e segna una nuova era per le ballate R&B romantiche.

Costner e Houston costruiscono un legame di profonda amicizia, che emergerà con forza nel commosso discorso dell’attore al funerale della cantante.

Fama, pressioni e relazioni tossiche

Il successo mondiale porta con sé aspettative enormi.

Whitney fatica a reggere la pressione della celebrità e trova equilibrio solo in modo temporaneo.

Nel 1992 sposa Bobby Brown, nonostante l’opposizione della famiglia.

Il matrimonio si rivela instabile, segnato da dipendenze, violenze e scandali mediatici.

Nel frattempo, la cantante mostra segnali di disagio anche nella gestione della carriera, tra ritardi, cancellazioni e apparizioni sempre più difficili.

Nel 1994, però, compie un gesto storico esibendosi nell’Africa post-apartheid davanti a Nelson Mandela.

Ribadisce con orgoglio la propria identità afroamericana, nonostante le critiche ricevute in passato da parte di una parte della comunità black statunitense.

Le ombre della vita privata

Cresciuta in un ambiente rigido e fortemente religioso, Whitney costruisce un’immagine pubblica di perfezione.

La relazione con Robyn Crawford, confermata solo anni dopo, mostra quanto la cantante abbia sacrificato se stessa per aderire alle aspettative familiari e sociali.

Le tensioni personali aumentano con la causa legale intentata dal padre e con il progressivo isolamento emotivo.

Nonostante tutto, Whitney continua a cantare.

Vince l’Oscar nel 1999 per When You Believe, cantata con Mariah Carey, ma il nuovo millennio segna l’inizio di un declino fisico e psicologico evidente.

Gli ultimi anni e la tragedia

Nel 2006 il Guinness dei Primati la incorona come l’artista più premiata di sempre.

Nel 2009 pubblica I Look to You, che ottiene buoni risultati ma non replica i fasti del passato.

Le tournée mostrano una Whitney fragile, segnata dalle dipendenze e da una salute compromessa.

L’11 febbraio 2012 viene trovata senza vita nella vasca da bagno del Beverly Hilton Hotel.

La morte, causata da annegamento accidentale aggravato da problemi cardiaci e uso di cocaina, sconvolge il mondo della musica.

Tre anni dopoin circostanze simili muore anche la figlia Bobbi Kristina, chiudendo un cerchio doloroso.

Quello che resta “dell’usignolo che muore nel freddo”

Dopo la sua scomparsa, documentari e film raccontano una donna divisa tra immagine pubblica e verità privata.

Whitney Houston rimane però una leggenda assoluta.

La sua voce, potente e riconoscibile, ancora oggi emoziona milioni di persone.

Ascoltiamo ancora una volta la struggente 🎶💔 I Will Always Love You

Laura Persico Pezzino

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