4 marzo 1994. Muore Gianni Agus.

Gianni Agus, il volto ironico del teatro e della tv italiana
Gli esordi di Gianni Agus tra Cagliari e Roma
Il 4 marzo 1994 muore Gianni Agus, attore tra i più riconoscibili del teatro leggero, del cinema comico e della televisione italiana.
Gianni Agus, all’anagrafe Giovanni Battista Agus, nasce a Cagliari il 17 agosto 1917.
Dopo il diploma di ragioniere sceglie di seguire la vocazione per la recitazione e si trasferisce a Roma.
Qui si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia e consolida la propria formazione artistica.
Nel 1938 debutta sul grande schermo con una piccola parte in Giuseppe Verdi di Carmine Gallone.
Inizia così una carriera che attraversa oltre cinque decenni di spettacolo italiano.
Teatro di rivista e cinema: la comicità elegante di Gianni Agus
Gianni Agus si afferma rapidamente nel teatro di rivista, diventando uno dei nomi più apprezzati del genere.
Collabora con Garinei e Giovannini e partecipa a spettacoli di grande successo come Domani è sempre domenica e Giove in doppiopetto.
Negli anni Quaranta e Cinquanta recita accanto a Wanda Osiris e prende parte a commedie brillanti come La diva di Raffaele Calzini.
Sul grande schermo diventa una spalla comica di straordinaria efficacia.
Lavora con Totò, Peppino De Filippo, Paolo Villaggio e Raimondo Vianello, costruendo personaggi memorabili.
Interpreta il conte di Almaviva in Figaro qua, Figaro là nel 1950.
Nel 1961 veste i panni di un gerarca fascista ne Il federale e del podestà Pennica ne I due marescialli, accanto a Totò e Vittorio De Sica.
Il successo televisivo e il personaggio di Fracchia
Negli anni Sessanta e Settanta Gianni Agus diventa un volto familiare per il pubblico televisivo.
Partecipa a programmi di grande ascolto come Canzonissima e Scala reale, lavorando con Ugo Tognazzi e Walter Chiari.
Il ruolo che segna un’epoca è quello del capoufficio di Fracchia, creato da Paolo Villaggio.
Agus interpreta il superiore autoritario e grottesco in Giandomenico Fracchia – Sogni proibiti di uno di noi nel 1975 e nel film Fracchia la belva umana del 1981.
La sua presenza scenica unisce rigidità e ironia, trasformando ogni apparizione in un momento di satira sociale.
Negli anni Ottanta partecipa a Stasera niente di nuovo e ad Al Paradise.
In quest’ultimo programma prende parte alla parodia de I promessi sposi del Quartetto Cetra nel ruolo di Don Rodrigo.
Teatro classico, vita privata e morte di Gianni Agus
Accanto alla comicità, Gianni Agus affronta testi più complessi.
Recita in drammi di Luigi Pirandello come I giganti della montagna e Così è (se vi pare).
Partecipa anche a L’opera da tre soldi di Bertolt Brecht con la regia di Giorgio Strehler.
Nella vita privata sposa Lilo Weibel, ballerina austriaca conosciuta nella compagnia di Wanda Osiris.
La coppia ha un figlio, David.
È zio dell’attore e conduttore televisivo Gianfranco Agus.
Gianni Agus muore il 4 marzo 1994 nella sua casa di Roma per un arresto cardiaco, all’età di 76 anni.
Il 7 marzo si celebrano i funerali nella chiesa di Sant’Agnese.
Una targa nella Basilica di Santa Teresa d’Avila in Corso d’Italia lo ricorda come benefattore.
Riposa nel cimitero Flaminio di Roma, dove la sua memoria continua a richiamare l’affetto del pubblico.



































































