Il “ladro” del Verano torna a colpire, ma arriva la condanna definitiva

Arriva il carcere dopo anni di furti macabri per il “ladro” dl Verano
Il sipario cala sulla vicenda del cosiddetto “ladro” del Cimitero Monumentale del Verano.
Per anni, tra i vialetti silenziosi e le cappelle storiche, si è mosso nell’ombra Marco Conocchia.
Oggi, la giustizia presenta il conto.
La Corte di Cassazione conferma in via definitiva la condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione per ricettazione.
Con questa decisione, si chiude una lunga stagione di furti e profanazioni che ha scosso famiglie e opinione pubblica.
La Procura ha già notificato l’ordine di esecuzione della pena.
Ora il 57enne rischia concretamente il carcere.
Il “sacrario dell’orrore” scoperto dai carabinieri
L’indagine dei carabinieri della stazione di San Lorenzo porta alla luce una realtà sconcertante.
Gli investigatori trovano nella casa dell’uomo un archivio macabro composto da 358 immagini di donne defunte.
Ogni fotografia proviene da lapidi trafugate con precisione chirurgica.
Emergono metodo, pianificazione e una ossessione persistente.
Le immagini risultano catalogate con cura.
La strategia del “gattaro” per eludere i controlli
Conocchia costruisce una routine studiata nei minimi dettagli.
Si presenta al cimitero con cibo per gatti, fingendo di occuparsi degli animali randagi.
Questo stratagemma gli consente di muoversi senza destare sospetti.
Aspetta il momento giusto e poi agisce.
Durante gli interrogatori, ammette la tecnica.
Spiega di scegliere giorni e orari precisi per evitare controlli.
Nel suo diario annota tutto.
Date, nomi, informazioni anagrafiche e perfino il giorno del furto.
Il caso di Elena Aubry
Tra gli episodi più gravi emerge quello legato a Elena Aubry.
La giovane perde la vita nel 2018 in un incidente stradale.
Nel marzo 2020, durante il lockdown, Conocchia trafuga la sua urna cineraria.
Annota il gesto nel diario con freddezza.
I carabinieri recupereranno l’urna nell’abitazione dell’uomo.
Per questo episodio, il procedimento giudiziario resta ancora aperto in primo grado.
Un uomo lucido e consapevole
Le perizie psichiatriche chiariscono un punto decisivo.
Conocchia risulta capace di intendere e di volere.
Lo psichiatra Angelo Giannetti descrive un individuo metodico e consapevole.
Non emergono patologie tali da giustificare i comportamenti.
Questo elemento pesa sulla valutazione finale dei giudici.
Con la condanna definitiva, le porte del Verano si chiudono per lui.
All’orizzonte si profilano quelle del carcere.













































