Il feretro prende fuoco durante la saldatura. Battaglia legale con l’impresa.

Feretro prende fuoco durante la saldatura: tragedia sfiorata e battaglia legale con l’impresa funebre
Un episodio drammatico, al limite dell’incredibile, riapre il dibattito sulla sicurezza delle operazioni funebri e sull’organizzazione dei servizi domiciliari.
Una vicenda che oggi si traduce in un contenzioso legale destinato a far discutere.
Una tragedia nella tragedia
Lo scorso 20 agosto Saverio V., 59 anni, perde la moglie a seguito di una malattia incurabile.
Due giorni dopo quello che avrebbe dovuto essere dedicato all’ultimo saluto si trasforma in un incubo horror.
Il 22 agosto, nella camera da letto di casa, il feretro della donna è pronto per la chiusura.
Accanto ci sono le figlie, appena adolescenti, e la sorella della defunta.
Un momento intimo, carico di dolore, che dovrebbe svolgersi nel massimo rispetto e raccoglimento.
L’operazione di saldatura e l’errore fatale
Per la chiusura della bara viene scelta la saldatura a stagno della cassa zincata.
Una procedura tecnica, delicata, che richiede esperienza e condizioni di sicurezza adeguate.
L’operatore incaricato utilizza un saldatore alimentato a gas.
La porta della stanza resta accostata.
La famiglia si sposta nel salone, lasciando spazio all’intervento tecnico.
Poi accade l’imprevedibile. Un grido d’aiuto rompe il silenzio.
In pochi istanti la situazione precipita.
Le fiamme si alzano nella stanza, superando il mezzo metro di altezza.
Il feretro viene avvolto dal fuoco.
Il coraggio del vedovo evita il peggio
Saverio entra nella stanza e si trova davanti a una scena agghiacciante.
La bara della moglie è tra le fiamme. Le figlie assistono terrorizzate.
L’operaio, nel frattempo, si allontana precipitosamente.
Il tentativo di spegnere l’incendio con l’acqua si rivela inutile.
La causa è la fuoriuscita di gas dalla bombola del saldatore, che alimenta le fiamme e aumenta il rischio di esplosione.
A quel punto, il gesto decisivo.
Saverio corre in bagno, prende un tappetino, lo bagna e lo getta sulla bombola.
Blocca la perdita di gas. Spegne la causa principale dell’incendio.
Il pericolo rientra. La stanza è devastata.
Il feretro danneggiato. Ma almento il corpo della moglie è intatto.
Le conseguenze e il contenzioso legale
Dopo l’episodio, la salma viene comunque tumulata presso il cimitero di Prima Porta.
Ma le conseguenze materiali e psicologiche restano profonde.
Da qui nasce la decisione del vedovo di opporsi al pagamento dei circa 7.000 euro richiesti per i servizi funebri.
Una scelta motivata da quanto accaduto e formalizzata attraverso un’opposizione al decreto ingiuntivo.
Al centro della vicenda, oltre all’incidente, emergono ulteriori contestazioni.
Tra queste, anche presunti ritardi nella sistemazione della tomba da parte dei soggetti incaricati.
Sicurezza nei servizi funebri: un tema aperto
Il caso solleva interrogativi importanti.
Le operazioni tecniche eseguite in ambito domestico rispettano sempre standard adeguati?
I protocolli di sicurezza sono sufficienti?
E soprattutto, chi risponde quando qualcosa va storto?
La saldatura delle casse zincate è una pratica diffusa.
Ma richiede ambienti idonei, ventilazione, strumenti certificati e personale altamente qualificato.
Quando questi elementi vengono meno, il rischio aumenta.
Un dolore che si trasforma in battaglia
Quella di Saverio V. è la storia di un uomo che, nel giorno dell’ultimo saluto alla moglie, si trova a dover affrontare, anche, l’imperizia di chi dovrebbe offrire un servizio che, per sua natura, deve essere altamente professionale e rispettoso.
Ora la parola passa alla giustizia. Ma la vicenda dovrebbe sollevare dibattito in un settore sempre più socialmente rilevante.
LPP












































