18 giugno 2010. Muore lo scrittore José Saramago.

José Saramago, il Nobel che sfidò il conformismo
Un narratore nato lontano dai salotti culturali
Il 18 giugno 2010 si spegne José Saramago, uno degli autori più originali e influenti del Novecento.
La sua scomparsa priva la letteratura mondiale di una voce capace di interrogare il potere, la religione, la società e la natura umana con uno sguardo sempre indipendente.
Nasce il 31 dicembre 1922 ad Azinhaga, in una famiglia di contadini dalle risorse modeste.
L’infanzia trascorre tra il lavoro, i sacrifici e una quotidianità distante dagli ambienti culturali che spesso accompagnano la formazione degli scrittori.
Eppure proprio da quella realtà semplice prende forma il suo sguardo sul mondo.
La lettura diventa presto uno strumento di conoscenza e di emancipazione.
Prima di affermarsi come autore svolge diversi mestieri, tra cui quello di meccanico e impiegato editoriale.
L’esperienza diretta della vita comune rimane però una componente essenziale della sua scrittura.
Uno stile unico che cambia le regole del romanzo
Saramago non cerca mai la strada più facile.
I suoi romanzi richiedono attenzione e partecipazione.
Le frasi si allungano, la punteggiatura segue regole personali e i dialoghi si fondono nel flusso della narrazione.
Questa scelta stilistica diventa uno dei suoi tratti distintivi.
Dietro quella forma apparentemente complessa si nasconde però una straordinaria capacità di raccontare l’essere umano.
Opere come Cecità, Il Vangelo secondo Gesù Cristo, La zattera di pietra e Tutti i nomi affrontano temi universali come la libertà, la responsabilità individuale, la fede e il rapporto tra potere e coscienza.
Ogni libro propone domande più che risposte.
Per questo motivo le sue opere continuano a essere lette e discusse in tutto il mondo.
L’esilio volontario e il premio Nobel
Nel 1991 la pubblicazione de Il Vangelo secondo Gesù Cristo provoca una forte polemica.
ll governo portoghese decide di escludere l’opera da una candidatura letteraria europea.
Saramago considera quella scelta una forma di censura e reagisce trasferendosi volontariamente a Lanzarote insieme alla moglie Pilar del Río.
L’isola diventa la sua nuova casa e il luogo da cui continua a osservare il mondo.
Nel 1998 arriva il riconoscimento più prestigioso.
L’Accademia Svedese gli conferisce il Premio Nobel per la Letteratura.
La motivazione sottolinea la forza della sua immaginazione, la compassione verso l’umanità e la sottile ironia che attraversa tutta la sua opera.
La morte e l’ultimo ritorno alla sua terra
José Saramago muore il 18 giugno 2010 a Lanzarote all’età di 87 anni.
La sua scomparsa suscita commozione in Portogallo e nel mondo della cultura internazionale.
Un anno dopo, le sue ceneri trovano collocazione davanti alla Casa dos Bicos, sede della Fundação José Saramago.
Accanto alla sepoltura cresce un ulivo proveniente da Azinhaga, il paese che gli ha dato i natali.
Sulla lapide compare una frase tratta dal romanzo Memoriale del Convento: «Mas não subiu para as estrelas, se à terra pertencia».
Tradotta significa: «Ma non salì alle stelle, se alla terra apparteneva».











































