Addio a Ennio Vitanza, storico volto di 90° Minuto.

È morto Ennio Vitanza, storico volto Rai di 90° Minuto e Domenica Sprint
Il giornalismo sportivo italiano saluta Ennio Vitanza, morto a Milano all’età di 92 anni.
Storico giornalista della Rai, accompagnò generazioni di telespettatori attraverso le partite, i protagonisti e le emozioni del calcio.
Il pubblico lo ricorda soprattutto per 90° Minuto, Domenica Sprint e La Domenica Sportiva.
Trasmissioni diverse, unite dalla capacità di trasformare il racconto sportivo in un appuntamento familiare.
Ennio Vitanza e le domeniche di 90° Minuto
Il volto di Vitanza appartiene alla memoria di un calcio scandito dalle partite della domenica e dall’attesa dei primi filmati televisivi.
90° Minuto, con Paolo Valenti alla conduzione, riuniva risultati, immagini e commenti dei cronisti collegati dagli stadi.
In quel gruppo di giornalisti, ciascuno riconoscibile per voce e stile, Vitanza raccontava soprattutto le squadre lombarde.
I suoi interventi contribuirono a rendere familiare il lavoro dell’inviato sportivo, capace di riassumere una partita in pochi minuti.
Il racconto di Inter, Milan e Atalanta
Durante la sua carriera seguì a lungo Inter, Milan e Atalanta.
Da San Siro raccontò vittorie, sconfitte e rivalità delle due formazioni milanesi.
Seguì anche il percorso dell’Atalanta, negli anni in cui il club bergamasco alternava campionati di Serie A e Serie B.
Accanto a colleghi come Gianni Vasino e Marco Lucchini, divenne un riferimento televisivo per gli appassionati del calcio lombardo.
Domenica Sprint e le grandi competizioni internazionali
L’esperienza di Vitanza in Rai comprese anche la conduzione di Domenica Sprint.
Tra il 1982 e il 1987 partecipò alla guida del programma insieme a Bruno Pizzul e agli altri giornalisti della trasmissione.
Il suo lavoro superò i confini del campionato italiano.
Seguì per la Rai i Mondiali di calcio dal 1974 al 1990 e diverse edizioni degli Europei, raccontando il confronto tra le nazionali.
Dalle giovanili del Torino all’ingresso in Rai
Nato nel 1934 a Postumia, allora territorio italiano, Vitanza conobbe il calcio anche come giocatore.
Da giovane militò nelle giovanili del Torino, prima di intraprendere il percorso giornalistico.
Nel 1969 superò il concorso che gli aprì le porte della Rai.
La passione per il pallone trovò così una nuova espressione nel racconto televisivo.
Accanto allo sport coltivava l’amore per la musica jazz.
Suonava il pianoforte, conservando un interesse che affiancò per tutta la vita l’attività professionale.
Il ricordo di Franco Ordine
Tra i primi colleghi a comunicarne la scomparsa, Franco Ordine ha ricordato il rigore e la competenza di Vitanza.
Il suo saluto restituisce il valore di una lunga carriera al servizio dell’informazione sportiva.
Con Ennio Vitanza scompare un protagonista della televisione che ha accompagnato la passione calcistica degli italiani.
La sua voce e il suo volto restano legati a quelle domeniche in cui il racconto della Rai riuniva davanti allo schermo milioni di tifosi.







































