Addio a Franco Baresi, Milano saluta il suo eterno capitano.

Addio a Franco Baresi, Milano saluta il suo eterno capitano.

Migliaia di tifosi hanno partecipato ai funerali di Franco Baresi nella Basilica di Sant’Ambrogio. Maglie numero 6, sciarpe rossonere e lunghi applausi hanno accompagnato l’ultimo viaggio della leggenda del Milan.

Milano si è fermata per rendere omaggio a Franco Baresi, storico capitano del Milan e simbolo indimenticabile del calcio italiano.

I funerali si sono svolti martedì 4 agosto 2026 nella Basilica di Sant’Ambrogio, davanti a migliaia di persone arrivate per salutare un campione che ha legato tutta la propria carriera ai colori rossoneri.

Fin dalle prime ore della mattina, tifosi di diverse generazioni hanno raggiunto il centro di Milano portando bandiere, sciarpe e maglie storiche. Su quasi tutte compariva il numero 6, ritirato dal Milan dopo l’addio al calcio del suo capitano.

Tra la folla erano visibili anche le divise con lo storico sponsor Mediolanum, simbolo di una delle epoche più gloriose della società rossonera.

I cori dei tifosi per Franco Baresi

All’esterno della basilica si sono levati più volte i cori “C’è solo un capitano” e “Sarai sempre con noi”.

Un grande striscione esposto davanti alla chiesa ricordava Baresi come una “leggenda immortale” e una bandiera destinata a non smettere mai di sventolare.

Al termine della celebrazione, il feretro è stato accompagnato fuori dalla basilica dagli ex compagni Demetrio Albertini, Alessandro Costacurta, Pietro Paolo Virdis, Massimo Ambrosini, Marco Simone e Alberico Evani.

In quel momento, le sciarpe rossonere si sono alzate verso il cielo. Dopo alcuni istanti di silenzio e raccoglimento, un lungo applauso ha avvolto il sagrato di Sant’Ambrogio.

È stato l’ultimo abbraccio del popolo milanista al capitano che aveva condiviso vittorie, difficoltà e rinascite con la stessa maglia.

L’omelia: “Grande, pur restando Piscinin”

Uno dei momenti più intensi della cerimonia è stato rappresentato dall’omelia di monsignor Carlo Faccendini, abate della Basilica di Sant’Ambrogio.

Il sacerdote ha ricordato il soprannome “Piscinin”, attribuito a Baresi durante i primi anni della sua avventura rossonera. Un termine milanese che significa “piccolo” e che richiamava il fisico minuto del giovane difensore.

L’abate ha sottolineato come nei Vangeli emerga la predilezione di Gesù per i piccoli e per coloro che conservano semplicità e umiltà.

Franco Baresi, secondo monsignor Faccendini, ha dimostrato che è possibile diventare grandi senza perdere la propria autenticità. Un riferimento non soltanto al campione, ma anche all’uomo riservato e lontano dagli eccessi.

Maldini, Van Basten e le stelle del calcio a Sant’Ambrogio

Numerosi protagonisti della storia del Milan e del calcio italiano hanno preso parte all’ultimo saluto.

L’arrivo di Paolo Maldini e Marco Van Basten è stato accolto da una grande ovazione. Con loro erano presenti Mauro Tassotti, Daniele Massaro, Alessandro Costacurta, Demetrio Albertini, Clarence Seedorf, Nelson Dida e Dejan Savićević.

Alla cerimonia hanno partecipato anche Roberto Baggio, Gianluca Pagliuca, Roberto Donadoni, Stefano Eranio, Aldo Serena, Giovanni Stroppa, Maurizio Ganz e numerosi altri ex calciatori.

Daniele Massaro ha portato con sé la fascia da capitano appartenuta a Baresi, uno degli oggetti più rappresentativi della lunga storia vissuta dal difensore con il Milan.

Erano presenti anche Christian Pulisic e Santiago Giménez, rimasti a Milano mentre il resto della squadra era impegnato nella tournée estiva in Australia.

Delegazioni del settore giovanile del Milan e dell’Inter, insieme ad alcune calciatrici rossonere, hanno rappresentato le nuove generazioni del calcio milanese.

L’omaggio delle istituzioni sportive

Anche le principali istituzioni calcistiche hanno voluto ricordare Franco Baresi.

Nel sagrato sono state deposte corone di fiori inviate dalla FIFA, dal Real Madrid, dall’Inter, dalla Roma e da altri club italiani e internazionali.

Presenti anche rappresentanti della FIGC e della Lega Serie A, oltre a personalità delle istituzioni cittadine e regionali.

L’omaggio trasversale del mondo dello sport ha confermato la dimensione internazionale raggiunta da Baresi. Il suo valore, infatti, è sempre andato oltre la rivalità tra squadre e colori.

Il ricordo degli ex compagni

Demetrio Albertini ha descritto Baresi come un leader silenzioso, capace di parlare soprattutto attraverso il comportamento e le prestazioni sul campo.

Nelson Dida ha ricordato l’influenza esercitata dal capitano anche sui calciatori stranieri che, da lontano, avevano seguito le sue imprese. Per l’ex portiere brasiliano, Baresi ha rappresentato il Milan e il calcio mondiale con professionalità e grandezza.

Giovanni Galli ha invece rievocato la finale di Coppa dei Campioni vinta dal Milan contro la Steaua Bucarest nel 1989.

Dopo anni difficili, compresa la retrocessione in Serie B, quella vittoria riportò la società rossonera ai vertici del calcio europeo. Baresi alzò il trofeo davanti a migliaia di tifosi milanisti arrivati a Barcellona, diventando l’immagine della rinascita del club.

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Giuseppe Marotta: “Un esempio di appartenenza”

Anche Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter, ha reso omaggio allo storico avversario.

Marotta ha definito Baresi un’icona del calcio e un esempio di appartenenza, valore sempre più raro nello sport moderno.

Il difensore, infatti, non abbandonò il Milan nemmeno durante i periodi più difficili. Rimase in rossonero dopo le retrocessioni e contribuì in prima persona alla ricostruzione della squadra.

Quella fedeltà è diventata uno degli elementi più importanti della sua eredità.

Una carriera interamente dedicata al Milan

Franco Baresi ha trascorso tutta la carriera professionistica nel Milan, disputando oltre settecento partite ufficiali e diventando capitano della squadra per quindici stagioni.

Con la maglia rossonera ha conquistato sei scudetti, tre Coppe dei Campioni e numerosi altri trofei nazionali e internazionali. Dopo il suo ritiro, avvenuto nel 1997, il Milan decise di ritirare la maglia numero 6.

Con la Nazionale italiana partecipò alla vittoria del Mondiale del 1982 e guidò gli Azzurri fino alla finale dei Mondiali del 1994.

Proprio negli Stati Uniti offrì una delle dimostrazioni più straordinarie della propria determinazione. Tornò in campo per la finale contro il Brasile poche settimane dopo un intervento al ginocchio, disputando una partita memorabile.

Franco Baresi, il capitano resterà per sempre

Il saluto celebrato nella Basilica di Sant’Ambrogio non ha ricordato soltanto uno dei più grandi difensori nella storia del calcio.

Milano e il mondo rossonero hanno salutato un uomo che ha rappresentato fedeltà, serietà, coraggio e senso di responsabilità.

Baresi non aveva bisogno di gesti plateali. La sua autorevolezza nasceva dal comportamento, dalla capacità di guidare i compagni e dalla volontà di difendere la maglia anche nei momenti più difficili.

Le maglie numero 6, le sciarpe sollevate al cielo e i cori risuonati davanti a Sant’Ambrogio hanno raccontato un legame che non si concluderà con l’ultimo saluto.

Franco Baresi resterà per sempre il capitano del Milan e una delle figure più amate e rispettate del calcio italiano.

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