Addio a Guido Monero, l’uomo che rese famose le Pastiglie Leone

19 Agosto 2026 - 12:40--Lutto-
Addio a Guido Monero, l’uomo che rese famose le Pastiglie Leone

Torino saluta Guido Monero, storico imprenditore legato per mezzo secolo alle Pastiglie Leone.

Monero è morto all’età di 85 anni nella sua abitazione nel quartiere Crocetta.

Con la sua scomparsa, la città perde uno dei protagonisti più riconoscibili della propria tradizione dolciaria.

Per generazioni di torinesi, il suo nome ha rappresentato un legame diretto con quelle piccole pastiglie custodite nelle caratteristiche confezioni colorate.

Guido Monero lascia la moglie Gigliola Serpero e i figli Emanuele e Daniela.

I funerali sono stati fissati per lunedì 17 agosto alle 10 nella parrocchia della Beata Vergine delle Grazie, in via Marco Polo.

Dopo la cerimonia, la salma sarà accompagnata nella tomba di famiglia a Bistagno, in provincia di Alessandria.

Guido Monero e cinquant’anni alla guida delle Pastiglie Leone

In azienda tutti lo conoscevano semplicemente come “il Ragioniere”.

Quel soprannome raccontava la sua formazione, ma anche il carattere concreto con cui affrontava ogni giornata di lavoro.

Guido Monero non amava osservare l’impresa da lontano.

Frequentava i reparti, seguiva i prodotti e partecipava personalmente alla vita quotidiana dello stabilimento.

Il camice bianco, gli occhiali sostenuti da un cordoncino rosso e il sorriso aperto erano diventati i tratti distintivi della sua immagine.

La voce leggermente borbottante completava il ritratto di un imprenditore autentico, diretto e profondamente legato ai propri collaboratori.

Dietro quell’apparente severità emergeva una passione sincera per il lavoro e per la qualità delle produzioni.

L’eredità ricevuta dalla madre Giselda Balla

Il rapporto della famiglia Monero con le Pastiglie Leone affondava le proprie radici nella storia industriale di Torino.

Guido aveva raccolto il testimone dalla madre Giselda Balla.

Nel 1934, la donna aveva trasferito la Leone nella storica sede di corso Regina Margherita 242.

Quello stabilimento diventò per decenni un punto di riferimento per l’azienda e per l’intera città.

Guido Monero seppe custodire quell’eredità senza limitarsi a conservarla.

Sotto la sua guida, l’impresa affrontò una lunga fase di crescita e di rinnovamento industriale.

La tradizione rimase sempre il cuore dell’identità aziendale, ma venne accompagnata da nuovi prodotti e moderne tecniche di lavorazione.

Questa capacità di unire memoria e innovazione rappresentò uno degli elementi principali della sua visione imprenditoriale.

Il trasferimento nello stabilimento di Collegno

Un passaggio decisivo arrivò nel 2006 con il trasferimento della produzione nel nuovo stabilimento di via Italia, a Collegno.

La scelta consentì all’azienda di disporre di spazi più moderni e adatti allo sviluppo delle diverse lavorazioni.

Il cambiamento della sede non cancellò il legame con Torino e con la storia costruita in corso Regina Margherita.

Monero interpretò il trasferimento come una nuova tappa di un percorso iniziato molti anni prima.

La produzione continuò a rispettare l’identità delle Pastiglie Leone, ormai entrate nell’immaginario collettivo piemontese e italiano.

Dalle LeonSnella alle Cubifrutta

Durante gli anni della sua guida, Guido Monero contribuì alla nascita di nuove linee dolciarie.

Accanto alle pastiglie tradizionali arrivarono prodotti come le LeonSnella e le Cubifrutta.

Le nuove proposte permisero di ampliare l’offerta senza snaturare lo stile dell’azienda.

Ogni prodotto doveva mantenere un’immagine riconoscibile e una particolare attenzione alla qualità degli ingredienti.

Tra i gusti preferiti di Monero figuravano le caratteristiche pastiglie all’assenzio.

La sua passione più intensa, tuttavia, era riservata al cioccolato.

Il ritorno alla lavorazione del cioccolato

Nel nuovo stabilimento di Collegno, Guido Monero volle recuperare anche una lavorazione antica legata al cioccolato.

Non si trattò soltanto di una scelta commerciale.

Quel progetto nasceva dal desiderio di riscoprire tecniche tradizionali e trasformarle in una produzione contemporanea.

Monero seguì con entusiasmo lo sviluppo di questa attività, dedicando attenzione alle materie prime e ai metodi di lavorazione.

Da tale ricerca nacque anche il “Grezzo”, un cioccolato ottenuto lavorando le fave di cacao attraverso un mulino di pietra.

Il prodotto esprimeva pienamente la sua idea di impresa.

Per Guido Monero, innovare significava guardare avanti senza recidere il rapporto con le origini.

Un protagonista della tradizione dolciaria torinese

La morte di Guido Monero chiude un capitolo importante della storia delle Pastiglie Leone.

Il suo lavoro ha accompagnato l’evoluzione di un marchio entrato nei ricordi di famiglie, bambini e appassionati di dolciumi.

Le confezioni, i profumi e i sapori della Leone hanno attraversato epoche diverse, conservando una forte identità torinese.

Dietro questa continuità si trovavano la presenza quotidiana e la determinazione del “Ragioniere”.

Guido Monero ha dedicato cinquant’anni alla crescita dell’azienda, mantenendo viva una tradizione capace di rinnovarsi nel tempo.

Torino lo ricorderà con il camice bianco, gli occhiali dal cordoncino rosso e lo sguardo attento rivolto verso la sua fabbrica.

La sua eredità continuerà a vivere nei prodotti che contribuì a creare e in una storia imprenditoriale profondamente intrecciata con quella della città.

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