Angela Luce, è morta la «voce di Napoli»

Morta a 87 anni Angela Luce l’attrice e cantante simbolo partenopeo
Si è spenta all’alba a Napoli Angela Luce, artista completa e indomita, amata come la “voce di Napoli”. Aveva 87 anni. Attrice e cantante, lascia un segno profondo nel cinema, nel teatro e nella canzone italiana.
All’anagrafe Angela Savino, conquista pubblico e critica con una carriera lunga oltre sessant’anni.
Nel gennaio 2025 il Senato le consegna il premio alla carriera.
Pochi mesi prima aveva cantato sul sacrato del Duomo ricevendo il Premio San Gennaro.
Domani Napoli le renderà omaggio.
La camera ardente sarà allestita nella Sala dei Baroni al Maschio Angioino dalle 8.45 alle 12.00.
I funerali si terranno alle 12.30 nella Chiesa di San Ferdinando, nota come Chiesa degli Artisti, in Piazza Trieste e Trento.
Il rapporto con Eduardo De Filippo
Il teatro segna il suo destino.
Nel 1956 debutta giovanissima.
Incontra Eduardo De Filippo al San Ferdinando e lui la riconosce subito come “forza della natura”.
Resta nella sua compagnia quattro anni.
Subisce anche una cacciata, dopo essersi innamorata di un attore.
Torna trionfalmente nel 1977, più matura e consapevole.
Ricorda sempre le parole del maestro sulla “polvere sacra” del palcoscenico.
Ne fa una lezione di vita.
Il cinema con Visconti, Pasolini e Totò
Angela Luce lavora con i più grandi.
Recita con Luchino Visconti, che la dirige ne “Lo straniero”.
Collabora con Pier Paolo Pasolini nel “Decameron”.
Conquista il pubblico accanto a Totò in “Signori si nasce”.
Proprio in quel film nasce una scena entrata nella storia del cinema italiano.
Totò improvvisa durante le condoglianze, sorprendendola con un gesto inatteso.
La troupe ride.
Lei resta impeccabile.
Nel 1995 riceve il David di Donatello per “L’amore molesto” di Mario Martone.
Recita in circa 80 film, condividendo il set con Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Alberto Sordi e Nino Manfredi.
La musica e il successo a Sanremo
Parallelamente coltiva la musica.
Nel 1975 conquista il secondo posto al Festival di Sanremo con “Ipocrisia”.
Rende immortale “So’ Bammenella ’e copp’ ’e Quartieri” di Raffaele Viviani nello spettacolo “Napoli notte e giorno”.
La sua voce diventa identità.
Totò le diceva: “Mi fai sentire l’odore di Napoli”.
Lei cantava tra un ciak e l’altro, trasformando ogni pausa in rito.
Non si sposa mai.
Ricorda fino all’ultimo il legame con Peppino Gagliardi.
L’orgoglio di una donna libera
Angela Luce rivendica la propria bellezza con ironia. “Ho 87 anni. Mica male”, diceva sorridendo.
E non teme il tempo: “Tutto naturale” diceva.
Figlia di un calzolaio, nata in via Mezzocannone, inizia a cantare a quattordici anni alla festa di Piedigrotta. Diventa Angela Luce perché la sua voce illumina.
Oggi Napoli la saluta con gratitudine.
Il mondo dello spettacolo perde una delle ultime grandi signore della scena partenopea.
Resta la sua voce, limpida e intensa che appartiene alla storia viva della cultura italiana.
LPP



































































