Cimitero storico di Modica, tredici anni di abbandono.

Modica, il “muro del silenzio” scuote la città UNESCO
Il cimitero storico di Modica torna al centro di una durissima battaglia civile e istituzionale.
Transenne, aree interdette e migliaia di loculi inaccessibili raccontano una crisi che va avanti da oltre tredici anni e che oggi rischia di trasformarsi in un caso simbolo dell’abbandono del patrimonio storico e funerario italiano.
Il “muro del silenzio”, così definito dal Comitato Cittadino di Tutela del Cimitero, rappresenta ormai l’emblema di uno stallo amministrativo che coinvolge sicurezza pubblica, memoria collettiva e tutela culturale in una delle città più prestigiose della Sicilia sud-orientale, riconosciuta patrimonio UNESCO.
Un cimitero storico bloccato tra rischio crolli e degrado
Il quadro denunciato dal Comitato appare drammatico.
Secondo quanto riferito, il rischio crolli delle colombaie e di alcune strutture funerarie sarebbe stato certificato dal Genio Civile e verificato anche da Protezione Civile e Vigili del Fuoco.
Da anni molte aree risultano interdette al pubblico.
Interi settori del camposanto storico restano isolati da transenne e divieti di accesso, mentre migliaia di famiglie modicane non possono raggiungere liberamente i loculi dei propri cari.
Una situazione che, oltre al disagio emotivo, pone interrogativi sulla tutela del patrimonio monumentale e sulla sicurezza stessa del sito cimiteriale.
Il cimitero storico di Modica non rappresenta soltanto un luogo di sepoltura.
Si tratta infatti di uno spazio identitario, custode della memoria cittadina, delle antiche edicole funerarie e di testimonianze artistiche e architettoniche che fanno parte della storia culturale della città barocca siciliana.
Carenze organizzative e risorse insufficienti
Secondo le stime elaborate dall’Ufficio Tecnico Comunale, servirebbero circa 1 milione e 720 mila euro per avviare il piano di messa in sicurezza.
Tuttavia il Comune, alle prese con una situazione di dissesto finanziario, non disporrebbe delle risorse necessarie per affidare la progettazione preliminare a professionisti esterni.
Allo stesso tempo, lo stesso Ufficio Tecnico Comunale sarebbe in forte sofferenza organizzativa.
Il personale interno, già gravato da numerose emergenze amministrative, non riuscirebbe infatti a predisporre il progetto di massima indispensabile per richiedere i finanziamenti regionali.
Un vero cortocircuito burocratico che, secondo il Comitato, starebbe paralizzando ogni possibilità concreta di intervento.
Il Comitato chiede trasparenza sugli atti amministrativi
Il Comitato Cittadino di Tutela del Cimitero ha deciso di alzare il livello dello scontro istituzionale chiedendo formalmente l’accesso civico ad alcuni documenti ritenuti fondamentali.
Nel dettaglio, i cittadini chiedono di poter visionare:
- l’atto ufficiale con cui il Comune avrebbe incaricato l’Ufficio Tecnico della progettazione;
- l’eventuale risposta formale dell’UTC che attesterebbe l’impossibilità di procedere per mancanza di personale e professionalità specifiche.
Secondo il portavoce Piergiorgio Barone, la vicenda starebbe assumendo contorni paradossali anche sul piano politico.
Il caso politico tra Modica e Palermo
La polemica coinvolge direttamente anche la Regione Siciliana.
Il Comitato sottolinea infatti come la Sindaca Maria Monisteri, l’assessore ai Servizi Cimiteriali Saro Viola e la presidente del Consiglio Comunale Maria Cristina Minardo appartengano alla stessa area politica del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.
Nonostante questa filiera politica favorevole, secondo il Comitato non sarebbe ancora stato ottenuto un incontro ufficiale a Palermo per discutere uno stanziamento straordinario destinato al recupero del cimitero storico.
La situazione appare ancora più delicata perché, secondo quanto dichiarato, esisterebbe già una disponibilità trasversale della deputazione regionale iblea a sostenere unitariamente il progetto.
Tra i nomi citati figurano:
- Stefania Campo
- Nello Di Pasquale
- Ignazio Abbate
- Giorgio Assenza
L’obiettivo sarebbe quello di creare un tavolo tecnico comune per sostenere la richiesta di finanziamento regionale destinata alle edicole funerarie sociali e agli interventi di consolidamento.
UNESCO, beni culturali e possibili profili di responsabilità
Il nodo non riguarda soltanto il decoro urbano o la gestione cimiteriale.
Secondo il Comitato, il protrarsi dell’immobilismo potrebbe aprire anche questioni giuridiche rilevanti.
Nel comunicato vengono infatti richiamati possibili profili riconducibili:
- all’omissione di atti d’ufficio;
- alla mancata esecuzione di lavori in edifici che minacciano rovina;
- alla violazione del Codice dei Beni Culturali.
Il cimitero storico ricade infatti in un contesto territoriale UNESCO e rappresenta un bene culturale di valore collettivo.
Per questo motivo il Comitato chiama in causa anche Prefettura e Soprintendenza ai Beni Culturali, ritenute soggetti direttamente coinvolti nella tutela del sito.
La mobilitazione dei cittadini diventa permanente
Il tono della protesta si sta facendo sempre più duro.
I cittadini parlano apertamente di “loculi sequestrati dall’incuria” e accusano la politica di aver lasciato trascorrere oltre un decennio senza una soluzione concreta.
Per molte famiglie modicane il cimitero storico è un simbolo identitario che oggi appare ferito dal degrado, dalle chiusure e dalla mancanza di risposte operative.
Il Comitato ha annunciato che la mobilitazione sarà permanente fino a quando non arriveranno interventi concreti e tempi certi per la messa in sicurezza.
La vicenda del cimitero storico di Modica rischia così di trasformarsi in uno dei casi rappresentativi del rapporto difficile tra tutela del patrimonio funerario e incapacità della politica di dare risposte rapide alle comunità locali.
LPP












































