John Keats

Epitaffi d’autore. John Keats, poeta il cui nome “fu scritto sull’acqua”.

19 Giugno 2025 - 12:30--Epitaffi d'Autore-
Epitaffi d’autore. John Keats, poeta il cui nome “fu scritto sull’acqua”.

John Keats. Here lies One Whose Name was writ in Water, (Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua).
Epitaffi d’Autore, l’ultima parola prima della parola “fine”.
Alcuni se ne vanno in punta di piedi, altri improvvisamente, quasi con un “colpo di teatro”.
In questa rubrica, che abbiamo chiamato Epitaffi d’Autore, vogliamo dare “l’ultima parola” a coloro, noti e meno noti, che hanno saputo lasciare il segno… con una sola frase.
Epitaffi che fanno pensare e persino sorridere.
Perché anche la fine, se scritta bene, merita un applauso.

John Keats, poeta romantico e fragile

John Keats nasce a Londra nel 1795.
È considerato uno dei più grandi poeti del romanticismo inglese, anche se visse solo 25 anni.
Scrisse versi intensi, colmi di immagini sensoriali, riflessioni filosofiche e malinconia.
Il tema della bellezza fugace è centrale nella sua opera, e anche nella sua vita breve e tormentata.

Affetto da tubercolosi, si spegne a Roma il 23 febbraio 1821, dove era arrivato nella speranza di migliorare la propria salute.
Morì assistito dall’amico Joseph Severn, e fu sepolto nel Cimitero Acattolico, accanto alla Piramide Cestia.

L’epitaffio di John Keats

“Here lies One Whose Name was writ in Water.”
“Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua.”

Questa frase, incisa sulla sua tomba, è l’epitaffio più celebre della poesia romantica.
Fu Keats stesso a volerla, rifiutando che sulla lapide comparissero il proprio nome o le date.

Nel dire che il suo nome è scritto sull’acqua, esprimeva la convinzione che sarebbe stato dimenticato.
Una dichiarazione umile, ma che oggi suona ironica: la sua memoria è viva.

Un epitaffio poetico e struggente

La frase è densa di significato simbolico.
Scrivere sull’acqua significa lasciare qualcosa di effimero, destinato a sparire.
Un destino che Keats temeva: morire giovane, senza che la propria voce poetica venisse ascoltata.

Ma proprio quell’epitaffio, tanto fragile, è diventato eterno.

L’epitaffio è inciso sulla sua tomba nel Cimitero Acattolico di Roma.
Le fonti storiche, incluse lettere di Joseph Severn e biografie ufficiali, confermano che fu Keats a scegliere la frase.
La tomba non riporta il suo nome, ma solo quella singola, struggente riga.

Un omaggio alla fragilità e alla forza della poesia.
Un ultimo verso che, come ogni grande poesia, resiste al tempo più dell’acqua, più della pietra.

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