Il Cerimoniere Funebre: alla scoperta del ruolo

L’inizio: un piccolo pezzo di storia
Sin dai tempi antichi, in ogni civiltà, vi sono sempre state figure preposte all’accompagnamento della ritualità funebre.
Vediamo nel mondo Egizio la presenza delle Praefiche, donne pagate per piangere (più il pianto era intenso e straziante, più vi era possibilità di una “buona riuscita” del passaggio), accompagnate dal Sacerdote Sam.
Nell’ antica Grecia alle donne di Famiglia era affidato il tempo del “passaggio” in unione alle entità mitologiche. Arriviamo al mondo Romano: i Designator (musicisti) in unione alle preafiche e agli Immagines (attori con maschere di cera figuranti gli antenati del defunto) creavano la continuità nel passaggio da questo mondo a quello dell’invisibile.
In tempi relativamente recenti troviamo la figura della Sciamano e l’avvento poi delle religioni monoteiste con i loro accompagnatori rituali.
Evoluzione della ritualità funebre
Potremmo continuare l’analisi storica: troveremo sempre un susseguirsi di ritualità ben definite, nonostante il passare dei secoli e dell’evoluzione culturale.
La ritualità funebre si manifestava anche attraverso la rete sociale. Pensiamo alla consegna di pietanze alla famiglia colpita dal lutto, alla veglia all’interno della casa del defunto, al supporto emotivo e concreto del dopo esequie.
Negli ultimi decenni la realtà è notevolmente mutata, con un cambiamento della visione sociale (a partire dagli anni ’80 del secolo scorso) ove anche a livello letterario si denota la variazione del sentire umano da collettivo ad personam.
I vuoti rituali stanno diventando sempre più invadenti, non vi è quasi più un accoglimento sociale e comunitario, fatta eccezione per le piccole realtà. La spiritualità sta evolvendo, e la fede con essa. Abbiamo necessità, di ritrovare un equilibrio ed una quotidianità con la consapevolezza della morte, così da andare a ricreare un momento celebrativo di aiuto, che accolga e accompagni.
Ecco qui, l’esigenza della figura del Cerimoniere Funebre. Troppo spesso non si conosce l’opportunità di avvalersi di un professionista, un accompagnatore rituale, che risulta invece fondamentale per una celebrazione personalizzata, all’occorrenza laica, e con un ampio spettro di virtù sia al momento del decesso che successivamente.
Il cerimoniere funebre: chi, quando, perchè?
Figura ancora poco conosciuta e utilizzata in ambito funerario sul territorio italiano.
Il suo esordio si può ricondurre all’Australia del 1973, solo negli ultimi vent’anni compare nel nostro paese. Nonostante possa sembrare, a livello tempistico, un lasso piuttosto lungo, questa figura in Italia non ha ancora un albo che la riconosca, pur essendo una professione di assistenza alla persona.
Per diventare cerimoniere funebre è necessario sicuramente avere un indole intrinseca, conoscenza della natura umana, empatia, ascolto attivo e, soprattutto, porsi limiti deontologici.
I protagonisti di un rito funebre sono il defunto e i suoi cari: i cerimonieri sono solo un velo d’organza che discreto e leggero li avvolge, accompagnandoli per mano nell’Oltre.
L’accompagnatore rituale, a partire da un primo colloquio con la famiglia, propone ai dolenti una cerimonia cucita su misura, in base alle loro richieste e necessità. Così da creare un momento di condivisione del dolore, ma anche il tempo della celebrazione in memoria del defunto.
Le ritualità utilizzate e gli approcci, sono studiati in base a diverse varianti, esempio la tipologia di decesso, e soprattutto in base a ciò che si percepisce dai famigliari. Non ultimo sottolineiamo la rilevanza della sensibilità e della personalità del cerimoniere stesso.
“Il Diario del Cerimoniere”
Queste parole, sono solo il punto di inizio, per andare alla scoperta di questa meravigliosa figura d’ambito, che con garbo costruisce ritualità cucite come un abito sartoriale, ogni volta diverse e irripetibili. Ognuna costituisce un lascito ai dolenti ed un arricchimento per il cerimoniere stesso.
Un ruolo fatto di consapevolezze, persone, incontri, condivisione e scambi.
Continueremo con un percorso di riflessioni scritte nel quale andremo a sviscerare ogni lato di questa presenza nel mondo della funeraria.
L’intento sarà quello di stimolare la consapevolezza del nostro ruolo e aprirci a nuovi spunti di riflessione.
Giorgia Atzeni











































