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In mostra l’espressione artistica della perdita

In mostra l’espressione artistica della perdita

L’arte come memoria e catarsi del lutto

In mostra, dallo scorso 6 giugno a Castellarano, in provincia di Reggio Emilia, le opere di una giovane operatrice funebre. Qui di seguito trovate il racconto di una catarsi attraverso l’arte.

Il 27 marzo 2025, da operatrice della funeraria, sono divenuta dolente.

Alle 7:30 della mattina il mio papà ci aveva salutato, in modo improvviso.

Nessuno era pronto, per lui feci l’ultima cosa che in quel momento pensai di poter fare, organizzai il suo funerale.

Lo seguii come tutti gli altri, in modo impeccabile, sia dal punto di vista burocratico, sia costruendo una ritualità cucita su misura.

Dopo qualche tempo, dovetti fermami, la mia mente e il mio corpo non riuscivano a proseguire.

Il mondo andava avanti come se nulla fosse accaduto. Il mio, era crollato in un abisso.

“Il mio mare a Giuseppe Atzeni”

In quel momento, mi resi conto che quel dolore straziante doveva essere veicolato.

Mio papà era morto, ma non per questo non potevo far più nulla.

Raccolsi le idee e cominciai a trasferire sulla tela quella tempesta di emozioni. Cominciai un percorso fondamentale e mi resi conto solo successivamente che stava nascendo molto di più.

Nasceva così la serie di quadri a lui dedicati. Mi resi conto che quando succedono cose così grandi, bisogna accoglierle, fermarsi e concentrarsi su ciò che si ha, su ciò che si sta facendo.

Certi eventi devono servire per capire dove stiamo andando, non possono essere resi vani dal dolore “vuoto”.

I quadri sono stati creati per raccontare questo mio vissuto. E per dare la possibilità ad altri di toccare con mano le sfaccettature del lutto. Per creare un ponte con questo tema, che è ancora visto, percepito come intoccabile.

Uno spazio espressivo condiviso

Ho avuto il piacere di dividere lo spazio espositivo della Rocchetta di Castellarano con Francesco Arena, acquerellista e pittore meraviglioso.

Visione diversa a livello pittorico ma stesso punto di partenza: elaborare la perdita del padre.

Anche per lui uno stimolo profondo e intimo che evolve in paesaggi e sprazzi di quotidianità su tela. Un piccolo viaggio nel viaggio.

Dopo…

“Per poter assaporare pienamente la vita, è necessario abbracciare la morte”: una frase da me spesso utilizzata, nella quale credo molto.

Mio papà mi ha fatto due immensi doni quello di aver percorso un pezzo di vita con lui, e quello della sua perdita.

Come un terremoto la morte di mio padre mi ha travolto e mi ha dato contemporaneamente la possibilità di potermi ricostruire.

Il lavoro che svolgo, e che ho scelto, necessariamente si intreccia con l’esperienza personale. Per questo, credo sempre di più che nelle professioni della funeraria siano necessarie nuove consapevolezze di etica e di coerenza imprenditoriale.

E qualcosa di nuovo sta sorgendo. Anche in questo settore.

Giorgia Atzeni

Nota di Redazione: dal 6 al 28 giugno 2026 le opere di Giorgia Atzeni e Francesco Arena saranno esposte presso La Rocchetta, piazza Cairoli, Castellarano (RE) clicca qui 👇per tutte le informazioni

 

 

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