Parte Il Rumore del Lutto 2026: “LODE” il tema della XX edizione.

Il Rumore del Lutto 2026 è… LODE: si apre un nuovo cerchio tra vita, memoria e comunità
Un compleanno tondo – 20 anni – per il percorso culturale Il Rumore del Lutto Festival – Rassegna di Cultura in Death Education.
La manifestazione celebra nel 2026 la sua ventesima edizione e sceglie “LODE” come tema di un anniversario particolarmente significativo.
La presentazione ufficiale si è svolta oggi, 15 settembre 2026, nella sede delle Onoranze Funebri Croce Verde di Reggio Emilia, che continua ad accompagnare il Festival e la sua attività sul territorio.
Nato nel 2007 da un’idea di Maria Angela Gelati e Marco Pipitone, Il Rumore del Lutto rappresenta oggi un punto di riferimento nazionale.
Il progetto affronta i temi della vita, della morte, della memoria e del lutto attraverso arte, musica, teatro, danza, incontri e riflessioni pubbliche.
La XX edizione si svolgerà dal 26 settembre al 15 novembre 2026.
Il calendario coinvolgerà Reggio Emilia e diversi comuni della provincia, mantenendo quella vocazione interdisciplinare che caratterizza il Festival fin dalla sua nascita.
LODE, un invito alla gratitudine e alla consapevolezza
Il ventesimo anniversario non rappresenta un semplice traguardo celebrativo.
Gli organizzatori vogliono trasformarlo nell’inizio di una nuova fase, capace di generare incontri, domande e occasioni di condivisione.
Il tema LODE nasce come esercizio di gratitudine.
Invita a riconoscere il valore delle persone, delle esperienze e delle relazioni che contribuiscono a definire ogni esistenza.
L’edizione 2026 rende inoltre omaggio agli ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi.
Il Festival raccoglie l’eredità del suo pensiero e valorizza la dignità della fragilità, la cura delle relazioni e il rispetto per ogni forma di vita.
Il cerchio come simbolo dei vent’anni del Festival
Il manifesto della nuova edizione ruota intorno all’immagine del cerchio.
Il simbolo non indica una conclusione, ma racconta il movimento continuo dell’esistenza.
Ogni esperienza si compie, cambia forma e genera nuove possibilità.
I punti che formano il cerchio rappresentano le migliaia di persone che hanno costruito la storia del Festival.
Artisti, relatori, collaboratori, volontari, istituzioni, sostenitori e spettatori hanno lasciato una traccia riconoscibile lungo questo cammino.
Secondo Maria Angela Gelati, tanatologa, formatrice e direttrice scientifica, il cerchio racconta una comunità nella quale ogni incontro possiede un significato.
Il Festival riconosce quindi il valore delle singole presenze e delle relazioni nate durante vent’anni di attività.
Anche Marco Pipitone, musicista, giornalista e direttore artistico, ha ricordato la dimensione collettiva del progetto.
Il Rumore del Lutto non costituisce soltanto un cartellone di appuntamenti.
Rappresenta una rete viva, fondata sull’interdipendenza e sulla capacità di condividere emozioni, fragilità, bellezza e tempo.
La cultura come strumento di cura della comunità
Durante la presentazione, le istituzioni hanno sottolineato il valore culturale e sociale dell’iniziativa.
L’assessore comunale Roberto Neulichedl ha evidenziato la capacità del Festival di esplorare, attraverso prospettive diverse, il mistero della vita e della sua conclusione terrena.
La memoria diventa così uno spazio intimo nel quale le persone care possono continuare a vivere.
L’assessore alla Cultura e ai Giovani Marco Mietto ha invece posto l’accento sul rapporto tra lutto, cura e futuro.
Ogni perdita lascia una traccia che richiede ascolto e accompagnamento.
La cultura può trasformare le ferite personali e collettive in nuove opportunità di crescita per la comunità.
Il sostegno delle Onoranze Funebri Croce Verde
Le Onoranze Funebri Croce Verde Reggio Emilia sostengono da anni Il Rumore del Lutto.
La collaborazione permette all’impresa di interpretare il proprio ruolo sociale oltre il servizio legato all’organizzazione delle esequie.
Il dirigente Stefano Bigliardi ha ricordato la notorietà nazionale raggiunta dal Festival e la sua capacità di suscitare interesse intorno a temi profondi e universali.
Sostenere la manifestazione significa offrire ai cittadini nuovi strumenti per comprendere la vita, la morte e il lutto.
Il presidente Attilio Brindani ha richiamato il valore della memoria.
Le persone scomparse mantengono un posto importante nella vita di chi resta attraverso gli insegnamenti, gli affetti e le esperienze condivise.
Anche Maria Teresa Cozza, presidente della Pubblica Assistenza Croce Verde Reggio Emilia, ha ribadito la vicinanza tra il Festival e la missione dell’associazione.
Prendersi cura delle persone significa garantire presenza non soltanto durante le emergenze, ma anche nei passaggi più delicati dell’esistenza.
Il convegno sulle compassionate communities
Uno degli appuntamenti centrali si terrà venerdì 30 ottobre, alle ore 9, nei Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia.
Il convegno “Prendersi cura come pratica di Lode: il movimento delle compassionate communities” approfondirà il ruolo delle comunità nella cura e nell’accompagnamento.
Silvia Tanzi curerà l’incontro, al quale parteciperanno Fabio Ambrosino, Irene Barbieri, Laura Campanello, Massimiliano Cruciani, Ludovica De Panfilis e Denise Vacca.
L’evento riconoscerà crediti formativi ai giornalisti e ai professionisti sanitari.
I Radiodervish in concerto al Teatro Cavallerizza
Il 1° novembre, alle ore 21, il Teatro Cavallerizza ospiterà i Radiodervish.
Il gruppo porterà in scena “Attraversa-menti”, uno spettacolo che unisce musica, incontro tra culture e ricerca interiore.
L’ingresso in sala inizierà alle 20.30.
I biglietti, disponibili attraverso il circuito TicketOne, costano 29 euro.
Danza, teatro e arte nel programma di novembre
Venerdì 6 novembre, alle ore 19.30, il palcoscenico del Teatro Ariosto accoglierà “Tu non mi perderai mai”.
La performance presenta le coreografie di Raffaella Giordano, interpretate da Stefania Tansini.
Il Festival realizza l’appuntamento con Festival Aperto e I Teatri di Reggio Emilia.
Domenica 8 novembre, alle ore 17.30, il Cinema Teatro Metropolis di Bibbiano ospiterà “Stanche Morte. Uno spettacolo definitivo!”.
Aldo “Ape” Piazza e Mauro “Citronella” Ravetto accompagneranno il pubblico in una rappresentazione originale, capace di affrontare la morte attraverso un linguaggio teatrale diretto e inconsueto.
Il biglietto costa 20 euro e assegna un posto unico fino a esaurimento della disponibilità.
Sabato 14 novembre, alle ore 19, Palazzo Magnani accoglierà infine “Invisibile”, una performance di sonorizzazione curata da Marco Pipitone.
L’evento accompagnerà la mostra “Le porte dell’invisibile. Kandinskij, Klee, Malevič alla luce del pensiero di Pavel Florenskij”, visitabile fino al 14 marzo 2027.
Vent’anni di incontri che aprono una nuova fase
La XX edizione de Il Rumore del Lutto non chiude un percorso.
Al contrario, apre una nuova soglia.
Il Festival continua a interrogare il rapporto tra vita e morte, trasformando il lutto in un’occasione di ascolto, consapevolezza e partecipazione.
Il cerchio dei primi vent’anni raccoglie migliaia di storie e presenze.
Ora quel cerchio riprende il proprio movimento, sostenuto dalla gratitudine e dalla volontà di costruire una comunità più attenta alla fragilità e alla memoria.
Tutti gli appuntamenti prevedono l’ingresso libero, a eccezione degli eventi espressamente segnalati nel programma.
LPP






































