Piero Angela: 4 anni senza l’uomo della “scienza per tutti”

Il figlio ricorda Piero Angela e il valore di una vita dedicata alla scienza
Sono trascorsi quattro anni dalla scomparsa di Piero Angela, uno dei volti più autorevoli e amati della televisione italiana.
A ricordarlo è il figlio Alberto Angela, che sui social ha dedicato al padre un messaggio intenso, legando questo anniversario alla conclusione della nuova stagione di Noos.
Una coincidenza che assume un significato particolare.
Il programma di divulgazione scientifica di Rai1 rappresenta infatti la naturale prosecuzione di un percorso iniziato molti decenni fa proprio da Piero Angela.
Piero Angela e una vita dedicata alla conoscenza
Nato a Torino il 22 dicembre 1928, Piero Angela ha costruito una carriera che ha attraversato oltre mezzo secolo di storia della televisione italiana.
Giornalista, conduttore e divulgatore scientifico, ha saputo trasformare argomenti complessi in racconti accessibili a milioni di persone.
Suo padre Carlo Angela, medico psichiatra, durante le persecuzioni naziste contribuì a salvare numerosi ebrei nascondendoli nella propria clinica.
Piero Angela iniziò la propria esperienza giornalistica in Rai e, tra il 1955 e il 1968, lavorò come corrispondente del Telegiornale prima da Parigi e successivamente da Bruxelles.
Nel corso della sua carriera partecipò anche alla conduzione del telegiornale delle 13.30 insieme ad Andrea Barbato.
Nel 1976 diventò inoltre il primo conduttore del TG2.
Dallo spazio a Quark, la rivoluzione della divulgazione scientifica
Alla fine degli anni Sessanta Piero Angela iniziò ad avvicinarsi sempre più alla divulgazione.
Realizzò la serie di documentari Il futuro nello spazio, dedicata al programma Apollo e alla straordinaria corsa che avrebbe portato l’uomo sulla Luna.
La svolta arrivò però nel 1981 con Quark.
Il programma introdusse un nuovo modo di raccontare la scienza nella televisione italiana.
Piero Angela riusciva a spiegare fenomeni scientifici, medicina, tecnologia, natura e comportamento umano senza perdere precisione, ma utilizzando un linguaggio comprensibile anche per chi non possedeva una preparazione specialistica.
Da quell’esperienza nacquero numerosi altri programmi, tra cui SuperQuark, diventato nel tempo uno degli appuntamenti televisivi più riconoscibili dedicati alla conoscenza.
Per oltre cinquant’anni Piero Angela ha rappresentato per milioni di italiani il volto della scienza in televisione.
Alberto Angela: “La sua eredità è ancora viva”
Nel ricordare il padre, Alberto Angela ha sottolineato soprattutto l’influenza esercitata dalle sue trasmissioni su intere generazioni.
In questi quattro anni, ha spiegato, sono arrivati moltissimi messaggi da persone che hanno scelto il proprio percorso professionale anche grazie ai programmi di Piero Angela.
Ingegneri, paleontologi, psicologi, etologi, fisici e chimici hanno raccontato di aver scoperto una passione guardando trasmissioni come Quark, SuperQuark o Il pianeta dei dinosauri.
È probabilmente questa una delle eredità più importanti lasciate dal divulgatore torinese.
Non soltanto programmi televisivi entrati nella storia, quindi, ma la capacità di generare curiosità e spingere tanti giovani verso lo studio, la ricerca e la conoscenza.
Noos e il filo che unisce Piero e Alberto Angela
La conclusione della stagione di Noos quasi in contemporanea con l’anniversario della morte del padre ha colpito particolarmente Alberto Angela.
Per lui quella coincidenza rappresenta simbolicamente un nuovo segno della presenza di Piero.
Con Noos, Alberto porta infatti la divulgazione scientifica nella prima serata di Rai1, mantenendo vivo un principio che ha caratterizzato tutta la carriera del padre: rendere la conoscenza interessante, comprensibile e accessibile al grande pubblico.
Alberto Angela aveva già sviluppato negli anni un proprio linguaggio televisivo attraverso programmi come Ulisse, dedicandosi soprattutto alla storia, all’archeologia, all’arte e alle grandi civiltà.
Con Noos il collegamento con l’esperienza paterna diventa ancora più evidente.
Quattro anni senza Piero Angela, ma con una lezione ancora attuale
Piero Angela muore a 93 anni il 13 agosto 2022.
La sua forza stava nella capacità di avvicinare il pubblico alla scienza senza trasformarla in spettacolo fine a se stesso.
Non cercava sensazionalismi.
Preferiva spiegare, verificare e stimolare domande.
Il suo stile sobrio e curioso ha contribuito a costruire un rapporto di fiducia con generazioni di telespettatori.
A quattro anni dalla sua scomparsa, quella lezione continua a produrre effetti.
Vive nelle persone che hanno scelto una professione scientifica grazie alla curiosità nata davanti alla televisione.
Vive nei ricercatori, negli studenti e nei giovani che continuano a interrogarsi sul mondo.
E vive anche nel lavoro di Alberto Angela, che porta avanti una tradizione familiare diventata parte della storia della televisione italiana.
Come ha ricordato lo stesso Alberto, quella di Piero Angela è “un’eredità ancora lunga”.
Una frase che racconta forse meglio di ogni altra cosa il segno lasciato da un uomo capace di trasformare la conoscenza in una passione condivisa.
Laura Persico Pezzino






































