suicidio assistito Emilia Romagna

Suicidio medicalmente assistito, l’Emilia-Romagna approva la legge

28 Luglio 2026 - 11:00--Attualità, Fine Vita, Primo piano-
Suicidio medicalmente assistito, l’Emilia-Romagna approva la legge

Svolta sul fine-vita in l’Emilia-Romagna

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato la legge regionale che disciplina le procedure per accedere al suicidio medicalmente assistito. Il provvedimento è stato approvato il 23 luglio 2026 con i voti favorevoli di Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Civici e Movimento 5 Stelle. Contrari Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Rete civica.

La norma, composta da dodici articoli, non modifica le condizioni stabilite dalla Corte costituzionale. Definisce invece un percorso organizzativo uniforme per verificare le richieste e garantire pari trattamento in tutto il territorio regionale.

Il testo prende come riferimento il modello già adottato dalla Toscana e punta a colmare, sul piano delle procedure sanitarie, l’assenza di una normativa nazionale organica.

Cosa prevede la legge dell’Emilia-Romagna

La legge riguarda esclusivamente persone che si trovano nelle condizioni individuate dalla sentenza numero 242 del 2019 della Corte costituzionale.

Il richiedente deve essere affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche considerate intollerabili. Deve inoltre essere tenuto in vita attraverso trattamenti di sostegno vitale e risultare pienamente capace di assumere decisioni libere e consapevoli.

La norma regionale non introduce quindi un accesso generalizzato al suicidio assistito e non prevede forme di eutanasia. Organizza le modalità con cui il Servizio sanitario regionale dovrà verificare requisiti già definiti dalla giurisprudenza costituzionale.

Prima dell’avvio della valutazione, il paziente dovrà ricevere informazioni complete sulle terapie disponibili, sulle possibilità assistenziali e sull’accesso alle cure palliative.

Nasce la Commissione di Valutazione Multidisciplinare

Uno degli elementi centrali della legge è l’istituzione della Commissione di valutazione multidisciplinare, denominata Covam.

La Commissione opererà su base territoriale, all’interno delle Aree vaste del Servizio sanitario regionale. Avrà il compito di verificare la presenza di tutti i requisiti richiesti e di definire le eventuali modalità di attuazione.

La Covam sarà composta da diverse figure professionali:

medici palliativisti, anestesisti e rianimatori, medici legali, psichiatri, specialisti nella patologia del richiedente, farmacologi o farmacisti, psicologi e infermieri.

Su richiesta dell’interessato, potrà partecipare con funzioni consultive anche il medico di medicina generale oppure un altro medico di fiducia.

La Commissione dovrà inoltre effettuare una prima visita nel luogo in cui si trova il paziente. Potrà svolgere colloqui con familiari o altre persone indicate direttamente dall’interessato.

Il parere del Comitato regionale per l’etica clinica

Il procedimento comprenderà anche il parere del Comitato regionale per l’etica clinica, il Corec.

Il suo giudizio non sarà vincolante, ma contribuirà alla valutazione complessiva del caso. Anche il Corec avrà una composizione multidisciplinare, con competenze cliniche, sanitarie ed etiche.

La legge non stabilisce una scadenza rigida entro la quale concludere la procedura. Le valutazioni dovranno comunque avvenire senza ritardi ingiustificati e con tempistiche compatibili con le condizioni cliniche della persona.

Procedura gratuita e personale sanitario volontario

L’intero percorso sarà gratuito per il paziente.

Le attività eventualmente necessarie per l’attuazione del suicidio medicalmente assistito potranno essere svolte esclusivamente da personale sanitario che abbia manifestato volontariamente la propria disponibilità.

Il provvedimento tutela inoltre la possibilità del paziente di revocare la richiesta in qualsiasi momento. L’interessato potrà interrompere il procedimento anche dopo l’avvio delle verifiche.

Rimangono centrali l’assistenza sanitaria, l’informazione sulle alternative terapeutiche e l’accesso effettivo alle cure palliative.

De Pascale: “Una legge rispettosa di tutte le sensibilità”

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha sottolineato che la legge non crea nuovi diritti e non amplia le condizioni di accesso stabilite dalla Corte costituzionale.

Secondo il presidente, l’obiettivo è rendere concretamente applicabili quei principi attraverso procedure obiettive, imparziali e uguali per tutti.

De Pascale ha inoltre ribadito la necessità di potenziare l’offerta delle cure palliative. La Regione punta a garantire la migliore assistenza possibile alle persone affette da patologie gravi e irreversibili, indipendentemente dalla decisione assunta sul proprio percorso di fine vita.

Il presidente ha però evidenziato che la soluzione definitiva dovrà arrivare dal Parlamento. Una legge nazionale permetterebbe infatti di evitare la nascita di discipline differenti tra le Regioni e garantirebbe gli stessi diritti e le stesse tutele in tutta Italia.

Il confronto politico in Assemblea

L’approvazione è arrivata al termine di un lungo confronto politico.

Le forze di centrosinistra hanno sostenuto che la legge recepisce le indicazioni della Corte costituzionale e risponde a situazioni concrete, senza contrapporre il suicidio medicalmente assistito alle cure palliative.

Il centrodestra ha invece parlato di una fuga in avanti della Regione, sostenendo che una materia così delicata dovrebbe essere disciplinata esclusivamente dal Parlamento nazionale. Le opposizioni hanno chiesto anche maggiori investimenti per potenziare le cure palliative.

Durante l’esame del provvedimento sono stati accolti alcuni emendamenti proposti dalle opposizioni. Tra questi figurano la visita della Commissione presso il paziente, la possibilità di ascoltare persone indicate dall’interessato e la partecipazione esclusivamente volontaria del personale sanitario.

L’Assemblea legislativa valuterà ogni anno l’applicazione della legge e i suoi effetti sul sistema sanitario regionale.

Una disciplina regionale in attesa della legge nazionale

Con l’approvazione della norma, l’Emilia-Romagna organizza un percorso uniforme per la valutazione delle richieste di suicidio medicalmente assistito.

La legge non modifica i criteri stabiliti dalla Corte costituzionale, ma definisce responsabilità, organismi competenti e garanzie procedurali.

Resta aperto il confronto sulla competenza delle Regioni in questa materia e sulla necessità di un intervento legislativo nazionale. Il Parlamento sarà chiamato a trovare una sintesi capace di tutelare l’autodeterminazione della persona, la protezione dei soggetti vulnerabili, la libertà del personale sanitario e l’accesso universale alle cure palliative.

LPP

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