Testamento solidale: il 23% degli over 50 valuta un lascito

Il testamento solidale: una scelta reale per il 23% degli italiani over 50
Il testamento solidale sta entrando progressivamente nelle scelte degli italiani.
Tra gli over 50, il 23% ha già disposto un lascito oppure prenderebbe in considerazione questa possibilità.
La percentuale resta sostanzialmente stabile rispetto al 22% registrato nel 2025.
Il confronto con il passato rivela, però, un cambiamento culturale profondo.
Nel 2018, infatti, soltanto il 12% degli intervistati mostrava la stessa disponibilità.
In meno di dieci anni, dunque, la propensione al lascito solidale è decisamente aumentata.
È uno dei dati principali emersi dalla ricerca realizzata da Walden Lab per il Comitato Testamento Solidale.
L’indagine è stata presentata a Roma durante l’evento “Effetto domino: la generosità che muove il mondo”.
L’iniziativa è stata promossa in vista della Giornata Internazionale del Lascito Solidale del 13 settembre, con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato.
Il lascito solidale è conosciuto dal 78% degli italiani
La conoscenza di questo strumento ha ormai raggiunto una parte molto ampia della popolazione.
Il 78% degli italiani dichiara di sapere che cosa sia un lascito solidale.
La percentuale corrisponde a circa 35,4 milioni di persone.
Nel 2012 erano 23,6 milioni.
In poco più di un decennio, quindi, quasi 12 milioni di cittadini in più hanno conosciuto questa possibilità.
Il lascito solidale consente di destinare, attraverso il testamento, una parte dei propri beni a un’organizzazione non profit o a una causa sociale.
La scelta può riguardare somme di denaro, immobili, titoli, oggetti di valore oppure una quota del patrimonio disponibile.
Non è necessario possedere grandi ricchezze.
Anche un contributo contenuto può sostenere progetti destinati a proseguire nel tempo.
Il lascito deve comunque rispettare le quote che la legge riserva agli eredi legittimari.
Per questo motivo, il confronto con un notaio può aiutare a esprimere correttamente la propria volontà e a tutelare contemporaneamente i familiari.
Oltre 700 mila over 50 hanno già fatto questa scelta
Tra gli italiani con più di 50 anni, il 2,5% dichiara di avere già inserito un lascito solidale nel proprio testamento.
In termini assoluti, si tratta di circa 705 mila persone.
Un altro 5% afferma che lo farebbe certamente.
Il 16% considera probabile questa possibilità.
Complessivamente, circa 5,9 milioni di over 50 appaiono orientati verso una futura scelta solidale.
Esiste inoltre una vasta area ancora incerta.
Il 29% degli intervistati non ha escluso il lascito, ma non ha ancora maturato una decisione definitiva.
Molti conoscono il lascito, ma pochi sanno come disporlo
La diffusione del lascito solidale non elimina le difficoltà legate agli aspetti pratici.
Più della metà degli italiani, il 52%, si considera poco o per nulla informata sulle procedure necessarie.
Soltanto il 12% ritiene di conoscerle molto bene.
Molte persone condividono il valore della scelta, ma non sanno come inserirla correttamente in un testamento.
Non conoscono inoltre le tutele previste per i familiari o temono che la decisione possa danneggiare gli eredi.
Il ruolo del notaio assume quindi un’importanza centrale.
Una consulenza imparziale permette di valutare la quota disponibile e di indicare con precisione l’organizzazione beneficiaria.
Consente inoltre di evitare formulazioni ambigue che potrebbero generare contestazioni o impedire l’esecuzione della volontà testamentaria.
Ricerca medico-scientifica al primo posto
La ricerca medico-scientifica rappresenta la destinazione preferita da chi prenderebbe in considerazione un lascito solidale.
È indicata dal 42% degli intervistati.
Seguono l’assistenza ai malati, scelta dal 33%, e il sostegno alle persone in difficoltà in Italia, indicato dal 30%.
Le emergenze umanitarie raccolgono il 23% delle preferenze.
La stessa percentuale riguarda l’aiuto alle persone con disabilità e la protezione degli animali.
La decisione non dipende, tuttavia, soltanto dalla causa sostenuta.
Gli italiani chiedono garanzie precise alle organizzazioni destinatarie.
Il 43% considera prioritaria l’affidabilità nella gestione delle risorse.
Il 34% guarda soprattutto alla trasparenza.
Il 30% vuole conoscere e verificare i risultati concreti raggiunti.
La fiducia diventa così la condizione essenziale per trasformare un’intenzione solidale in una disposizione testamentaria.
Resistono ancora falsi miti e pregiudizi
Nonostante la crescente conoscenza, il lascito solidale continua a essere accompagnato da convinzioni inesatte.
Quattro italiani su dieci ritengono che sia una scelta destinata principalmente a chi non ha figli o eredi diretti.
Il 32% pensa invece che possa interessare soltanto chi dispone di un grande patrimonio.
In realtà, è possibile sostenere un’organizzazione anche lasciando un bene o una somma limitata.
La disposizione deve semplicemente rispettare i diritti riconosciuti dalla legge ai familiari.
Un segnale incoraggiante arriva dalla percezione generale dello strumento.
Il 28% degli italiani considera oggi il lascito solidale una scelta accessibile a tutti. Nel 2025 lo pensava appena il 13%.
I lasciti diventano strategici per il Terzo Settore
Tra il 2020 e il 2024, la quota degli enti che hanno ricevuto almeno un lascito è passata dal 61% al 77%.
Nello stesso periodo, il peso dei lasciti sulla raccolta fondi complessiva è salito dall’8% al 14%.
Per numerose realtà del Terzo Settore, queste risorse permettono di programmare interventi di lungo periodo.
Possono finanziare attività di ricerca, strutture di assistenza, progetti educativi.
Il fenomeno non riguarda soltanto l’Italia.
I lasciti solidali stanno assumendo un ruolo crescente anche nel Regno Unito, in Francia, Germania, Spagna, Belgio, Paesi Bassi e Austria.
La generosità comincia dal tempo dedicato agli altri
La ricerca non analizza soltanto le scelte testamentarie, fornisce anche un’immagine precisa del significato attribuito dagli italiani alla generosità.
Il 47% considera il tempo dedicato agli altri il gesto che la rappresenta meglio.
Il volontariato svolto a favore di un’organizzazione non profit viene indicato dal 43%.
Prima ancora del denaro, quindi, la generosità viene associata alla presenza, all’ascolto e alla disponibilità.
Per il 65% degli intervistati, la famiglia rimane il luogo nel quale la generosità trova la propria espressione più autentica.
Il valore appare invece meno evidente nei luoghi di lavoro, nei quartieri e sui social network.
Tra i giovani emerge una particolare attenzione alla dimensione relazionale.
Gentilezza, cura e condivisione assumono un’importanza superiore rispetto al semplice trasferimento di denaro.
Nel 2026 la donazione media sale a 126 euro
La cultura del dono produce anche comportamenti concreti.
Sette italiani su dieci dichiarano di avere effettuato almeno una donazione nel corso della propria vita.
Nel 2026, l’importo medio raggiunge 126 euro, il livello più elevato rilevato dalla ricerca.
Anche nelle donazioni immediate, la ricerca medico-scientifica si conferma la causa più sostenuta con il 43%.
Seguono le emergenze umanitarie con il 29%, la protezione degli animali con il 21% e l’assistenza ai malati con il 20%.
La fiducia nell’organizzazione guida il 52% delle scelte.
Seguono la condivisione dei progetti, indicata dal 41%, e l’affinità con le cause sostenute, scelta dal 39%.
Il 30% valuta soprattutto le garanzie offerte sulla gestione delle risorse.
Un gesto personale capace di produrre effetti duraturi
Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento Solidale e presidente della Lega del Filo d’Oro, sottolinea il consolidamento di questa scelta nella cultura italiana.
La priorità, secondo Bartoli, consiste ora nel raggiungere le persone ancora indecise attraverso informazioni comprensibili e corrette.
Flavia Fiocchi, consigliera nazionale del Notariato con delega al Notariato per il Sociale, richiama invece il valore dell’assistenza professionale.
Il notaio può accompagnare il cittadino nel rispetto della legge, della volontà personale e dei diritti degli eredi.
Dietro ogni lascito esiste una storia individuale.
Ci sono valori maturati nel tempo, esperienze vissute e cause alle quali una persona desidera continuare a contribuire.
Il lascito solidale diventa così la prosecuzione di un impegno cominciato durante la vita.
Non sostituisce l’attenzione verso i propri cari e non richiede necessariamente patrimoni consistenti.
Rappresenta piuttosto una scelta libera e consapevole, capace di trasformare una parte della propria eredità in un aiuto destinato al futuro.
LPP/FP







































