14 maggio 2020. Muore Ezio Bosso.

Ezio Bosso, il pianista che trasforma il dolore in arte
Gli inizi a Torino e la scoperta della musica
Ezio Bosso nasce il 13 settembre 1971 a Torino.
La musica entra nella sua vita molto presto, quando ha appena quattro anni.
A dodici anni compone gi√† i suoi primi brani e dimostra una sensibilità fuori dal comune.
Negli anni Ottanta entra negli Statuto, storico gruppo ska torinese.
Rimane nella band per tre anni, prima di scegliere un percorso completamente diverso.
Lascia infatti il mondo ska-mod revival per dedicarsi alla musica classica, alla composizione e alla direzione d’orchestra.
La sua formazione cresce rapidamente e lo porta a confrontarsi con importanti maestri internazionali.
Fin dagli anni Novanta, Ezio Bosso calca i palcoscenici più prestigiosi del mondo.
La carriera internazionale
Il talento di Ezio Bosso attraversa continenti e linguaggi artistici.
Dirige ed esegue concerti alla Carnegie Hall, alla Sydney Opera House e al Teatro Colón.
Resta sempre legato anche a Torino e al Teatro Regio di Torino.
Parallelamente lavora molto per il teatro e il cinema.
Compone musiche per spettacoli diretti da Valter Malosti, Rocco Papaleo e David Riondino.
Firma colonne sonore per film come “Io non ho paura” di Gabriele Salvatores e “Il ragazzo invisibile”.
Il suo stile unisce musica classica contemporanea, emozione narrativa e una forte ricerca interiore.
Ogni composizione mantiene un equilibrio raro tra tecnica e fragilità umana.
La malattia e la rinascita artistica
Nel 2011 la vita del Maestro cambia radicalmente.
I medici gli diagnosticano una malattia neurodegenerativa dagli effetti simili alla SLA.
Successivamente affronta anche un tumore al cervello.
La malattia compromette progressivamente i movimenti e la parola.
Nonostante tutto, Ezio Bosso continua a comporre, dirigere e suonare.
Nel 2014 dirige per la prima volta la London Symphony Orchestra.
L’anno successivo pubblica “The 12th Room”, il suo primo album da solista.
Nel febbraio 2016 arriva il momento che lo rende amatissimo dal grande pubblico italiano.
Ospite del Festival di Sanremo, emoziona milioni di spettatori con il suo pianoforte e con parole semplici ma profonde sulla musica e sulla vita.
La sua presenza televisiva colpisce per autenticità, ironia e dignità.
La morte di Ezio Bosso e l’ultimo saluto
Ezio Bosso muore il 14 maggio 2020 nella sua casa di Bologna, all’età di 48 anni.
La notizia provoca commozione nel mondo della musica, della cultura e dello spettacolo.
A causa delle restrizioni sanitarie del periodo pandemico, i funerali si svolgono in forma privata.
Molti artisti, musicisti e cittadini gli rendono omaggio attraverso concerti, messaggi e ricordi pubblici.
La sua musica continua ancora oggi a essere ascoltata come una forma di dialogo emotivo con il pubblico.
Ezio Bosso lascia un’eredità fatta di note, coraggio e umanità.











































