Vladimir Nabokov

2 luglio 1977. Muore Vladimir Nabokov.

2 Luglio 2026 - 05:30--Anniversari-
2 luglio 1977. Muore Vladimir Nabokov.

Vladimir Nabokov, lo scrittore che trasformò la lingua in arte

Dalla Russia all’esilio: una vita tra lingue e culture

Il 2 luglio 1977 Vladimir Nabokov muore in una clinica di Losanna, in Svizzera, all’età di 78 anni.
Con la sua scomparsa il Novecento perde uno degli scrittori più originali, eleganti e imprevedibili della letteratura mondiale.
Autore raffinato, linguista straordinario e osservatore instancabile dell’animo umano, costruisce un universo narrativo in cui ogni parola occupa un posto preciso.
Per Nabokov la scrittura non rappresenta soltanto un mezzo espressivo.
Diventa un’arte capace di trasformare la realtà attraverso la bellezza della lingua.
Nasce il 22 aprile 1899 a San Pietroburgo in una famiglia aristocratica, colta e liberale.
L’infanzia trascorre tra libri, lingue straniere e una vasta educazione culturale.
La Rivoluzione russa cambia però il destino della famiglia, costretta ad abbandonare il proprio Paese.
Inizia così un lungo percorso di esilio che lo porta prima a Berlino, poi a Parigi e infine negli Stati Uniti.
Quel distacco dalla patria segna profondamente la sua produzione letteraria.
La nostalgia, il ricordo e la perdita diventano temi ricorrenti, sempre raccontati con straordinaria leggerezza stilistica.

Lolita e i romanzi che sfidano il lettore

All’inizio Nabokov scrive in lingua russa.
Successivamente sceglie l’inglese, dimostrando una padronanza eccezionale anche nella nuova lingua.
La sua capacità di reinventarsi sorprende critica e lettori.
Parallelamente coltiva un’altra grande passione: lo studio delle farfalle.
Diventa infatti un apprezzato lepidotterologo e insegna letteratura russa nelle università americane.
Nel 1955 pubblica “Lolita”, il romanzo destinato a renderlo celebre in tutto il mondo.
L’opera provoca scandalo, viene censurata in diversi Paesi e suscita accesi dibattiti.
Dietro la controversa vicenda di Humbert Humbert, però, Nabokov costruisce una riflessione complessa sull’ossessione, sul desiderio, sulla manipolazione e sull’illusione della bellezza.
Ridurre la sua produzione a questo solo libro significherebbe ignorare gran parte della sua grandezza.
Romanzi come “Pnin”, “Fuoco pallido”, “Ada o l’ardore” e “Invito a una decapitazione” dimostrano la sua continua ricerca formale.
Le sue opere non cercano scorciatoie narrative.
Richiedono attenzione, curiosità e disponibilità a lasciarsi sorprendere da prospettive sempre nuove.

L’ultimo saluto sulle rive del Lago di Ginevra

Negli ultimi mesi di vita una bronchite compromette progressivamente le sue condizioni di salute.
Il fisico non riesce più a reagire.
Il 2 luglio 1977 Vladimir Nabokov si spegne con accanto la moglie Véra, compagna di una vita e collaboratrice fondamentale della sua carriera.
La famiglia sceglie una cerimonia riservata.
Lo scrittore riposa nel cimitero di Clarens, affacciato sul Lago di Ginevra, in Svizzera.

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