20 maggio 2001. Muore Renato Carosone.

Renato Carosone, l’artista che porta Napoli nel mondo
Dalla Napoli popolare al pianoforte del successo
Renato Carosone nasce a Napoli il 3 gennaio 1920, in un quartiere vicino a Piazza Mercato.
Cresce in una città rumorosa, teatrale e musicale, elementi che entrano presto nel suo stile artistico.
Il padre lavora come impresario del Teatro Mercadante e incoraggia il figlio a studiare musica con serietà.
Il giovane Renato si appassiona al pianoforte e frequenta il Conservatorio di San Pietro a Majella, dove costruisce solide basi musicali.
Dopo il diploma parte per l’Africa orientale italiana.
Suona nei locali frequentati dagli ufficiali italiani e sviluppa un linguaggio musicale originale.
In quegli anni assorbe ritmi africani, jazz americano e swing, elementi che unisce alla tradizione napoletana.
Nasce così uno stile moderno, ironico e immediatamente riconoscibile.
Il Trio Carosone e i grandi successi internazionali
Negli anni Cinquanta Renato Carosone fonda il celebre Trio Carosone.
La sua musica rompe gli schemi della canzone italiana tradizionale.
Sul palco mescola comicità, ritmo e virtuosismo pianistico, conquistando il pubblico con energia e talento.
Insieme al paroliere Nisa firma brani destinati a entrare nella storia della musica italiana.
Tu vuò fa l’americano diventa il simbolo della sua carriera e attraversa generazioni diverse.
Arrivano poi Torero, ’O sarracino e Pigliate ’na pastiglia, canzoni che raccontano con ironia i cambiamenti della società italiana del dopoguerra.
Il successo supera rapidamente i confini nazionali.
Renato Carosone incide dischi negli Stati Uniti in lingua originale, evento raro per un artista italiano dell’epoca.
Si esibisce anche nella televisione americana accanto a importanti protagonisti dello spettacolo internazionale.
La sua musica porta Napoli nei grandi teatri del mondo senza perdere autenticità e leggerezza.
Il ritiro improvviso e il ritorno sulle scene
Nel 1959, quando la popolarità raggiunge il massimo, Renato Carosone sorprende tutti annunciando il ritiro dalle scene.
La decisione lascia increduli fan e critica.
Secondo alcune testimonianze, dietro quella scelta esiste un voto fatto alla Madonna durante un momento personale molto delicato.
Per molti anni resta lontano dai riflettori.
Nel 1975 torna però sul palco con uno spettacolo trasmesso dalla Rai e accompagnato da una grande orchestra di diciannove elementi.
Il pubblico lo accoglie con entusiasmo e affetto.
Nel 1993 un aneurisma cerebrale mette a rischio la sua salute.
Nonostante le difficoltà continua però a lavorare e a esibirsi.
Nel 1996 riceve il Premio Tenco alla carriera.
Anche il cinema internazionale celebra il suo talento, inserendo la sua musica nel film Il talento di Mr. Ripley.
La morte di Renato Carosone e l’eredità artistica
Renato Carosone muore a Napoli il 20 maggio 2001, nella sua casa.
La notizia commuove il mondo della musica italiana.
Viene sepolto nel cimitero di Napoli accanto alla moglie Lita Levidi.
Ancora oggi le sue canzoni accompagnano feste popolari, spettacoli teatrali e programmi televisivi.
Il suo stile continua a influenzare artisti di generazioni diverse.
Renato Carosone lascia un patrimonio musicale unico, capace di unire Napoli, jazz e cultura internazionale con eleganza e ironia.











































