umberto bossi

È morto Umberto Bossi, fondatore della Lega, aveva 84 anni

19 Marzo 2026 - 22:00--Lutto, Primo piano-
È morto Umberto Bossi, fondatore della Lega, aveva 84 anni

Addio al Senatùr, protagonista della politica italiana

Umberto Bossi muore all’età di 84 anni, lasciando un segno profondo nella storia politica italiana.

Fondatore della Lega Lombarda, poi trasformata in Lega Nord, diventa presto una figura centrale nel dibattito pubblico.

Nel 1987 entra in Senato e da quel momento tutti lo conoscono come il “Senatùr”.

Fin dagli esordi porta avanti una battaglia identitaria forte, incentrata sulla difesa della cosiddetta Padania.

La sua retorica contro “Roma ladrona” conquista consenso e accende il dibattito nazionale.

Nel giro di pochi anni costruisce un movimento capace di scardinare gli equilibri tradizionali della politica italiana.

L’ascesa politica tra federalismo e provocazioni

Bossi impone uno stile diretto, spesso provocatorio e fuori dagli schemi.

Il suo linguaggio ruvido e il celebre “celodurismo” entrano nel lessico politico e culturale del Paese.

Durante i congressi e le adunate, come quelle di Pontida, mobilita migliaia di sostenitori.

Nel 1989, al primo congresso della Lega Lombarda, attacca duramente diversi gruppi sociali, segnando una linea comunicativa divisiva ma efficace.

Con la nascita della Lega Nord unisce diverse anime regionaliste e guida il partito durante gli anni di Tangentopoli.

In quel periodo conquista consenso tra gli elettori del Nord, sottraendo voti ai partiti storici.

Il rapporto con Berlusconi e l’esperienza di governo

Il percorso politico di Bossi si intreccia con quello di Silvio Berlusconi tra alleanze e rotture.

Partecipa a più governi e ricopre il ruolo di ministro per le Riforme istituzionali e per il Federalismo.

Nel 2001 entra nell’esecutivo e rilancia con forza il progetto federalista.

Nel 2008 torna al governo con l’obiettivo di portare avanti la devoluzione.

Nonostante gli sforzi, la riforma costituzionale sul federalismo viene bocciata dal referendum.

Resta comunque uno dei principali promotori del tema dell’autonomia territoriale in Italia.

Malattia, declino e trasformazione della Lega

Nel 2004 viene colpito da un grave ictus che segna profondamente la sua vita pubblica.

Da quel momento riduce progressivamente la presenza politica attiva.

Nel 2012 lascia la segreteria della Lega dopo uno scandalo interno e il partito avvia una fase di trasformazione.

Matteo Salvini ne raccoglie l’eredità politica, dando vita a una nuova fase del movimento.

Bossi resta figura simbolica e presidente federale, pur con un ruolo sempre più marginale.

Negli ultimi anni mantiene il seggio parlamentare, anche grazie a un riconteggio decisivo.

Un leader controverso

Bossi divide l’opinione pubblica come pochi altri leader.

Alcuni lo considerano un innovatore capace di dare voce al Nord produttivo.

Altri criticano i suoi toni e le sue posizioni radicali.

Nel corso della sua carriera affronta anche vicende giudiziarie, tra cui una condanna per vilipendio al presidente della Repubblica poi condonata nel 2019.

La sua figura resta comunque centrale nel racconto della Seconda Repubblica.

Il cordoglio della politica italiana

Alla notizia della sua morte, numerosi esponenti politici esprimono cordoglio.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda il suo ruolo da protagonista di una lunga stagione politica.

Matteo Salvini lo saluta come guida e riferimento umano e politico.

Luca Zaia ne sottolinea la visione federalista e l’impatto sulla coscienza politica del Paese.

Anche esponenti di schieramenti opposti, come Elly Schlein e Pierluigi Bersani, riconoscono il peso della sua figura.

Antonio Tajani e Pier Ferdinando Casini lo definiscono un protagonista del cambiamento italiano.

L’eredità politica del Senatùr

Umberto Bossi è certamente stato un leader politico che ha “cambiato” il corso della politica italiana. Nel bene e nel male.

Gli va riconosciuto di aver introdotto, nel dibattito politico italiano, i grandi temi.

Ha trasformato un movimento territoriale in una forza politica nazionale.

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