Addio a Carlo Petrini, l’uomo che “inventò” Slow Food

22 Maggio 2026 - 09:45--Cultura, Lutto, Primo piano-
Addio a Carlo Petrini, l’uomo che “inventò” Slow Food

Carlo Petrini e l’idea rivoluzionaria di “Slow Food”

È morto nella serata di giovedì 21 maggio, nella sua casa di Bra, in provincia di Cuneo, Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food e uno dei più influenti pensatori italiani nel campo della cultura alimentare e della sostenibilità.

Conosciuto da tutti come “Carlin”, Petrini sarà ricordato per la rivoluzione culturale, sociale e ambientale che negli ultimi quarant’anni ha interessato il modo di parlare di cibo, agricoltura, biodiversità e comunità locali.

La sua scomparsa ha immediatamente suscitato cordoglio in Italia e nel mondo, coinvolgendo istituzioni, politica, cultura e milioni di persone che nel tempo hanno condiviso la sua idea di un’alimentazione “buona, pulita e giusta”.

Carlo Petrini e la nascita di Slow Food

Nato a Bra nel 1949, Carlo Petrini inizia il suo percorso culturale e associativo negli anni Settanta.

Nel 1986 fonda Slow Food, movimento nato come risposta simbolica all’omologazione alimentare e alla diffusione del fast food.

Da quel momento il suo messaggio attraversa i confini italiani, trasformandosi in un fenomeno globale.

L’obiettivo di Petrini non riguarda soltanto la gastronomia.

Il fondatore di Slow Food porta avanti una vera e propria filosofia di vita, basata sul rispetto della terra, della biodiversità, dei produttori locali e delle tradizioni popolari.

Grazie alla sua visione nascono anche Terra Madre, progetto internazionale dedicato alle comunità agricole, e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, punto di riferimento mondiale per gli studi legati al cibo e alla sostenibilità.

Nel 2017 contribuisce inoltre alla nascita delle Comunità Laudato sì, ispirate all’enciclica di Papa Francesco.

Un uomo che ha trasformato il cibo in cultura

Nel corso della sua vita Carlo Petrini riesce a trasformare il concetto di alimentazione in un tema culturale, sociale ed etico.

Per lui il cibo non è mai soltanto nutrimento.

È identità, memoria, comunità e tutela dell’ambiente.

Le sue battaglie contro lo spreco alimentare, contro l’industrializzazione selvaggia dell’agricoltura e contro la perdita delle tradizioni locali diventano negli anni un punto di riferimento internazionale.

Molti dei temi oggi al centro del dibattito pubblico, dalla sostenibilità ambientale alla filiera corta, dalla valorizzazione dei piccoli produttori al rispetto della biodiversità, vengono affrontati da Petrini con decenni di anticipo.

La sua capacità di coniugare cultura gastronomica e responsabilità sociale lo rende una delle figure italiane più autorevoli nel panorama mondiale.

Il cordoglio delle istituzioni italiane

Tra i primi a ricordarlo è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Secondo Mattarella, la morte di Carlo Petrini lascia “un grande vuoto non soltanto nel mondo della scienza enogastronomica, ma nell’intera società”.

Il Capo dello Stato ha sottolineato come le intuizioni del fondatore di Slow Food abbiano generato una nuova consapevolezza sul rapporto tra qualità del cibo, etica, ambiente e tradizioni territoriali.

Particolarmente toccante il ricordo del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha raccontato il lungo rapporto di amicizia con “Carlin”.

Crosetto ha ricordato gli anni trascorsi insieme a Bra, le discussioni in dialetto piemontese, i sogni condivisi e i progetti legati all’Università del Gusto e alla Banca del Vino.

“Il mondo ha perso un sognatore vero”, ha scritto il ministro.

Il pensiero che resta

L’influenza di Carlo Petrini va ben oltre il settore gastronomico.

Il suo pensiero ha contribuito a cambiare il linguaggio contemporaneo sulla sostenibilità, sull’agricoltura e sul rapporto tra uomo e natura.

Con Slow Food ha creato una rete internazionale presente in oltre 150 Paesi, dando voce a piccoli produttori, contadini, allevatori, pescatori e comunità rurali spesso dimenticate dalla globalizzazione.

Attraverso Terra Madre ha promosso il dialogo tra culture e la salvaguardia delle tradizioni locali.

Con l’Università di Pollenzo ha formato generazioni di studenti provenienti da tutto il mondo.

La sua figura rimane oggi simbolo di un’Italia capace di innovare senza rinunciare alle proprie radici.

La morte di Carlo Petrini e il dolore della sua Bra

Carlo Petrini si è spento a 76 anni nella sua Bra, la città che non ha mai abbandonato e dalla quale ha costruito un progetto diventato mondiale.

La notizia della sua morte ha colpito profondamente il Piemonte e tutto il mondo legato all’enogastronomia, all’agricoltura sostenibile e alla cultura ambientale.

Per molti non se ne va soltanto il fondatore di Slow Food.

Scompare una delle ultime grandi figure visionarie italiane capaci di trasformare un’idea in un movimento globale.

LPP

 

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