Enzo Tortora

18 maggio 1988. Muore Enzo Tortora.

18 Maggio 2026 - 07:45--Anniversari-
18 maggio 1988. Muore Enzo Tortora.

Enzo Tortora: la tragedia di un uomo perbene

Enzo Tortora nasce a Genova il 30 novembre 1928.
Durante gli anni universitari si avvicina al teatro e collabora anche con Paolo Villaggio in alcune rappresentazioni.
La curiosità per il linguaggio dello spettacolo lo porta presto a Roma, dove entra in Rai a soli 23 anni.
Qui conduce il programma radiofonico Campanile d’oro e dimostra immediatamente una grande naturalezza davanti al microfono.
Nel 1956 debutta in televisione accanto a Silvana Pampanini nel programma Primo applauso.
Negli anni successivi conduce trasmissioni molto seguite come Telematch e soprattutto Campanile sera insieme a Mike Bongiorno.
In quel programma segue i collegamenti con i piccoli centri del Nord Italia e costruisce uno stile diretto, vicino alle persone comuni.
La provincia italiana diventa così parte centrale del suo racconto televisivo.
Un contrasto con alcuni dirigenti Rai lo spinge temporaneamente in Svizzera, dove conduce Terzo Grado.
Rientrato in Italia, ottiene nuovi incarichi televisivi, tra cui Il gambero e La domenica sportiva, che guida dal 1965 al 1969.

Portobello e la rivoluzione della tv verità

Nel 1977 Enzo Tortora torna definitivamente in Rai.
Conduce prima Accendiamo la lampada insieme a Raffaella Carrà, ma è Portobello a renderlo un simbolo della televisione italiana.
Il programma ottiene ascolti enormi e supera spesso i 26 milioni di telespettatori.
Attraverso annunci, oggetti insoliti, animali smarriti e storie di cittadini comuni, Enzo Tortora crea un format innovativo e profondamente umano.
Il pubblico si riconosce in quella televisione spontanea, lontana dai meccanismi rigidi dello spettacolo tradizionale.
Portobello anticipa infatti quella che verrà definita “tv verità”.
Il rapporto tra conduttore e spettatori appare autentico e diretto.
Enzo Tortora ascolta, dialoga e lascia spazio alle emozioni reali delle persone.

Il processo, l’arresto e la battaglia per la giustizia

Nel 1983 la vita di Enzo Tortora cambia improvvisamente.
Il 17 giugno viene arrestato con accuse gravissime di associazione camorristica.
Le accuse si basano sulle dichiarazioni di alcuni pentiti.
L’immagine pubblica del conduttore crolla nel giro di pochi giorni.
I giornali seguono il caso in maniera ossessiva e il suo nome finisce al centro di uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani.
Enzo Tortora affronta però il processo senza rinunciare alla propria dignità.
Trasforma il dolore personale in una battaglia civile per i diritti e per una giustizia più equilibrata.
Nel 1984 viene eletto europarlamentare nelle liste del Partito Radicale.
Dopo anni difficili, il 20 febbraio 1987 la Corte di Cassazione lo assolve definitivamente con formula piena.
Torna in televisione e riprende Portobello, ma appare profondamente cambiato.
Conduce anche Giallo, senza però ritrovare completamente l’energia degli anni precedenti.

La morte di Enzo Tortora e il ricordo della famiglia

Il 18 maggio 1988 Enzo Tortora muore nella sua casa di Milano a causa di un tumore.
Ha 59 anni.
La sua morte colpisce profondamente il pubblico italiano, che ormai lo considera il simbolo della malagiustizia nel Paese.
Negli anni successivi la sua memoria continua attraverso numerose iniziative.
A Roma nasce la Biblioteca Enzo Tortora e Francesca Scopelliti fonda la Fondazione per la Giustizia Enzo Tortora.
Nel 1999 il regista Maurizio Zaccaro realizza il film Un uomo perbene con Michele Placido, dedicato alla sua vicenda giudiziaria.
Anche Gaia Tortora mantiene viva la memoria del padre.
Nel libro Testa alta, e avanti racconta il dolore vissuto dalla famiglia e restituisce il ritratto di un uomo riservato, affettuoso e profondamente ferito da un errore dello Stato.
Ancora oggi Enzo Tortora resta uno dei volti più importanti della televisione italiana e una figura simbolica nella riflessione sulla giustizia e sui diritti civili.

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