Addio Commendator Cerato! Campione di vita, sport e impresa.

Addio Commendator Cerato! Campione di vita, sport e impresa.

Alcide Cerato, una vita da protagonista tra ciclismo e imprenditoria

Il mondo del ciclismo e l’intera imprenditoria funeraria italiana piangono la scomparsa del Commendatore Alcide Cerato, uomo capace di lasciare un’impronta profonda in due universi apparentemente lontani, uniti nella sua vita dalla stessa determinazione.
Alcide Cerato ci ha lasciato nella notte, in quell’ora sospesa nella quale il buio comincia lentamente a cedere il posto all’aurora.
Un’immagine che sembra quasi raccontare la sua intera esistenza.
Alcide Cerato apparteneva infatti alla categoria degli uomini che cercavano sempre di arrivare “prima”.
Prima sulla strada, quando correva in bicicletta.
Ma anche prima degli altri nel comprendere i cambiamenti della società.
E ancora: è arrivato prima in un settore, quello funebre, nel capire che anche il modo di accompagnare una persona nell’ultimo viaggio poteva e doveva evolversi.
Nato l’11 febbraio 1939, ha vissuto lo sport, l’impresa e la vita privata con la medesima intensità.
La sua scomparsa lascia un vuoto enorme, ma soprattutto consegna al futuro un’eredità imprenditoriale e umana difficilmente misurabile.

Dal ciclismo professionistico a imprenditore d’avanguardia

Prima dell’imprenditore c’è stato il corridore.
E prima ancora il ragazzo innamorato della bicicletta.
Alcide Cerato si mise in evidenza tra i dilettanti prima di approdare al professionismo e indossare la prestigiosa maglia della Molteni.
Il suo talento emerse chiaramente nei primi anni Sessanta.
Nel 1962 conquistò il terzo posto al Giro di Lombardia, arrivò secondo alla Coppa Placci e ottenne altri piazzamenti di rilievo.
Partecipò anche al Giro d’Italia e visse dall’interno un ciclismo duro, autentico, nel quale fatica, coraggio e capacità di soffrire rappresentavano qualità indispensabili.
Nel 1964 un grave incidente segnò la conclusione prematura della sua esperienza agonistica.
Per molti sarebbe stato il momento di guardarsi indietro.
Cerato fece esattamente il contrario.
Trasformò quella brusca interruzione in una nuova partenza.
Dalla bicicletta portò nel mondo dell’impresa tutto ciò che le corse gli avevano insegnato: disciplina, capacità di resistere, volontà di superare le difficoltà e, soprattutto, il coraggio di attaccare quando gli altri preferivano aspettare.

Impresa San Siro e la rivoluzione del settore funerario

Nel 1965 iniziò il percorso destinato a cambiare radicalmente la sua vita e una parte importante della storia funeraria italiana.
Con Impresa San Siro, Alcide Cerato non si limitò a costruire un’azienda.
Costruì una nuova idea di impresa funebre.
All’epoca il comparto seguiva schemi molto rigidi e mostrava una forte resistenza al cambiamento.
Cerato comprese invece che rispetto della tradizione e innovazione non rappresentavano due concetti incompatibili.
Il suo pensiero partiva da una domanda essenziale: perché il rispetto per il dolore dovrebbe impedire di migliorare il servizio rivolto alle famiglie?
Da quella riflessione prese forma una filosofia imprenditoriale moderna.
Cerato osservava quanto accadeva all’estero, studiava l’evoluzione della società e cercava di intuire bisogni che ancora non avevano trovato una risposta.
Introdusse una maggiore trasparenza nei costi, una precisa coerenza nella qualità dei servizi e una nuova attenzione all’immagine aziendale.
Soprattutto, pose la famiglia al centro dell’organizzazione del funerale.
Anche il progressivo superamento dell’immagine funebre esclusivamente legata al nero diventò parte di una precisa visione culturale.
Per Alcide Cerato, rispettare il lutto non significava restare immobili.
Significava accompagnarlo con dignità.

Il modello San Siro che anticipò il futuro

All’inizio molte delle sue intuizioni apparvero troppo audaci.
Qualcuno le guardò con diffidenza.
Altri le considerarono una rottura eccessiva rispetto alle abitudini del settore.
Il tempo diede una risposta diversa.
Il modello San Siro iniziò a diventare un punto di riferimento.
Operatori e imprenditori cominciarono a osservare quell’esperienza e molte innovazioni entrarono progressivamente nella quotidianità del comparto funerario.
La grandezza imprenditoriale di Alcide Cerato emerge proprio da questo passaggio.
Non si limitò a migliorare la propria azienda.
Contribuì a cambiare il modo nel quale un intero settore pensava se stesso.
Per questa ragione il suo nome occupa un posto di assoluto rilievo nella storia dell’imprenditoria funeraria italiana.
La sua autorevolezza non derivava soltanto dalle dimensioni raggiunte da Impresa San Siro.
Nasceva dalla capacità di indicare una direzione.

Le Case Funerarie e una nuova cultura del commiato

Una delle espressioni più significative della sua visione arrivò nel 2006 con l’apertura della Casa Funeraria San Siro di via Amantea, a Milano, nel quartiere di Baggio.
Cerato aveva compreso con grande anticipo un cambiamento profondo nella società italiana.
Le abitazioni diventavano più piccole.
Le famiglie cambiavano.
I tradizionali spazi dedicati alla veglia funebre non sempre offrivano condizioni adeguate di riservatezza e serenità.
Occorreva quindi creare un luogo specificamente progettato per il commiato.
Non semplicemente una struttura tecnica, ma una vera casa capace di accogliere familiari e amici.
Un ambiente nel quale il dolore potesse trovare dignità, intimità e organizzazione.
Cerato trasformò quell’intuizione in realtà.
La Casa Funeraria di via Amantea rappresentò un passaggio fondamentale nell’evoluzione dei servizi funebri milanesi e italiani.
Nel 2016 San Siro ampliò ulteriormente questo modello con una seconda struttura dall’altro lato della città.
Quella concezione del commiato, inizialmente innovativa, negli anni è diventata uno degli elementi più importanti della moderna imprenditoria funeraria nazionale.

Nuova Baggio San Siro, la grande passione per il ciclismo

Il successo imprenditoriale non allontanò mai Alcide Cerato dal suo primo grande amore.
La bicicletta rimase una presenza costante nella sua vita.
Con la Nuova Baggio San Siro mise esperienza, entusiasmo e risorse al servizio dei giovani e del movimento ciclistico.
La società diventò una vera fucina di talenti.
Da quell’esperienza passarono atleti destinati a lasciare il segno, tra i quali Moreno Argentin, Pierangelo Bincoletto, Maurizio Bidinost, Roberto Bressan e Stefano Allocchio.
Cerato aveva la capacità di riconoscere il talento.
Ma conosceva altrettanto bene il valore del sacrificio.
Era un dirigente esigente, ambizioso, vigoroso e determinato.
Il suo carattere poteva apparire poco accomodante.
Faceva parte del suo modo di essere.


Quando intravedeva una strada giusta, difficilmente rinunciava a percorrerla.
Nel ciclismo come nell’impresa cercava il risultato, ma pretendeva soprattutto impegno.
L’uomo dietro l’imprenditore e il campione
Dietro il Commendatore, dietro il corridore e dietro l’imprenditore esisteva però una dimensione ancora più importante.
Quella dell’uomo.
Chi lo ha conosciuto racconta la sua generosità e la disponibilità ad aprire la propria casa a chi condivideva la passione per il ciclismo.
Per Cerato la bicicletta non rappresentava soltanto un ricordo della giovinezza.
Era una cultura.
Un linguaggio.
Un modo di interpretare la vita.


Amava profondamente anche la natura e quella quotidianità semplice che contrastava con il ritmo dell’attività imprenditoriale.
Nelle prime ore del mattino gli piaceva camminare nei prati della sua San Pantaleo, tra i suoi asini, i cavalli e le galline.
Proprio l’aurora, quella luce che arriva dopo la parte più scura della notte, diventa oggi una potente immagine del suo ultimo viaggio.

Un uomo che ha lasciato un’eredità concreta

Il settore funerario italiano perde uno dei protagonisti della propria trasformazione moderna e un uomo dalla statura etica rara in questo ambito.
Alcide Cerato ha dimostrato con i fatti che un’impresa funebre può custodire la tradizione e contemporaneamente innovare.
Ha mostrato che trasparenza, organizzazione, qualità degli ambienti e attenzione alle famiglie rafforzano il rispetto dovuto al defunto.
Ha soprattutto insegnato che l’imprenditore non deve necessariamente limitarsi a seguire il mercato.
Può contribuire a cambiarlo.
Questa è probabilmente la parte più importante della sua eredità.

Alcide Cerato, la forza di chi ha saputo aprire la strada

Esistono uomini capaci di raggiungere traguardi importanti.
Ed esistono uomini che, raggiungendoli, aprono una strada anche agli altri.
Alcide Cerato apparteneva a questa seconda categoria.
Lo fece pedalando sulle strade del grande ciclismo, sostenendo generazioni di corridori, costruendo Impresa San Siro e lo fece immaginando servizi, strutture e standard professionali quando molti li consideravano ancora impossibili o inutili.
La sua storia attraversa oltre sessant’anni di evoluzione del costume italiano e racconta la capacità di trasformare un momento difficile in una nuova occasione.
Da una carriera sportiva interrotta nacque un’avventura imprenditoriale straordinaria.
Da quella avventura prese forma una visione che ha contribuito a elevare l’intero comparto funerario.
Oggi il mondo dell’impresa funebre italiana gli deve molto.
Il ciclismo perde un uomo che non ha mai smesso di amarlo.
La sua famiglia perde il proprio punto di riferimento.
Chi ha lavorato con lui perde una guida dal carattere forte e riconoscibile.
Resta però la strada che ha aperto.
Una strada costruita con intuizione, lavoro, coraggio e determinazione.
Qualità che Alcide Cerato aveva imparato molto presto, quando per arrivare al traguardo bisognava prima affrontare ogni salita.

E infine…

Desidero esprimere il mio personale pensiero riconoscente ad Alcide Cerato, nel ricordo delle piacevoli chiacchierate davanti a un calice di bordeaux e dei suoi affascinanti racconti di vita vissuta. Ma, soprattutto, gli sarò sempre grata per la stima affettuosa e la sincera e ruvida amicizia che ha sempre dimostrato nei confronti di mio marito Carmelo Pezzino.
Grazie Commendatore è stato un onore conoscerla!
Laura Persico Pezzino

Dalla direzione e dalla redazione di TGFuneral24 giungano, alla famiglia Cerato, ai suoi cari e alla grande famiglia di Impresa San Siro, il cordoglio per la scomparsa di uno degli uomini che hanno scritto una pagina fondamentale della storia funeraria italiana.

Con gratitudine Fabio Piccinini, Laura Persico Pezzino e tutto lo staff del TGF24

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