Il cerimoniere funebre e la “consapevolezza d’azione”

Il cerimoniere funebre e la “consapevolezza d’azione”

Il potere della conoscenza

Il Cerimoniere Funebre: nuovi interrogativi e riflessioni per poter aprire nuovi dialoghi. Nell’articolo (clicca qui👇) “Il Cerimoniere Funebre: l’importanza della formazione “, abbiamo affrontato l’importanza della formazione di questa figura professionale.

Si prosegue questo percorso, alla volta della coscienza sia settoriale, sia da parte dei dolenti, d’intervento da parte del cerimoniere, all’interno di un rito funebre.

Il connubio di due mondi 

Quando si parla della figura del Cerimoniere Funebre, si collega esclusivamente alla ritualità laica. 

Presupposto non pienamente corretto, la ritualità personalizzata può accompagnare un funerale religioso. 

Questi due mondi, possono essere utilizzati, per creare un connubio tale per cui il parente, al termine del saluto si senta completo. Senza aver escluso nulla, per paura di invadere nell’opportuno, per regole sociali o culturali. 

Pertanto giunge la necessità di agire su una corretta informazione. Spiegando ai dolenti, il ruolo che il cerimoniere ha, spiegando che anche l’Unione di tipologie rituali differenti, possono creare un equilibrio. 

La figura del cerimoniere laico e religioso, possono altresì collaborare.

Nel concreto…

Partendo dal presupposto, che questo ruolo è poco noto, sia per gli imprenditori che per i cari, si dovrebbe agire sulla divulgazione. 

Come approcciarsi correttamente al cliente per poter proporre questa figura all’interno delle esequie funebri?

Semplicemente, spiegando chi è il cerimoniere funebre e comunicando le modalità di intervento e di aiuto che può fornire. Ovviamente se si percepisce spazio da parte dei dolenti.

Alcuni si riveleranno estremamente curiosi, accogliendo la cosa positivamente, si spiegherà che mediante un colloquio conoscitivo con il professionista, si costruirà la cerimonia ed il cerimoniere funebre, proporrà la giusta ritualità, unendola ad altre necessità di fede; 

Altri potrebbero risultare diffidenti, in quanto legati a concetti di ritualità classica , con delicatezza si può approcciare il discorso dichiarando che l’uno non esclude l’altro e possono essere utilizzate per completarsi a vicenda.

Proponendo la ritualità di chiusura del feretro personalizzata, specificando che anche durante questa ritualità possono essere inserite letture religiose. Unendo questo momento di cerimonia ad una ritualità centrale religiosa quale la S. Messa o le S. Esequie.

Si potrebbero incontrare cari, che dichiarano “noi non vogliamo il funerale”, questa frase è estremamente interessante, e chiedo a tutti voi di rifletterci attentamente.

La semplice chiusura del feretro e la partenza con l’ auto funebre vanno a comporre un funerale, fanno parte di ritualità.

Questo è il concetto perno che il cliente dovrebbe comprendere. E’ comunque un momento obbligato in cui ci si deve fermare, il quale porta riflessione e cordoglio. Pertanto si può intervenire anche solo scandendo ogni momento ed accompagnandoli con invisibilità, o anche con una piccola poesia per il saluto al defunto prima della partenza.

Altre volte in accordo con il Don di riferimento, si creano spazi di unione che coincidono. 

I fattori comuni, che vengono riscontrati, dopo essersi affidati ad un accompagnatore rituale, sono i ringraziamenti sia da parte dei famigliari, sia da parte del diacono o del Don con il quale si ha collaborato. 

Cosa ancora più importante, la presa di consapevolezza di ciò che questa figura può fare a livello rituale. La visione si apre, la completezza rituale prende forma, ma soprattutto l’unione di due cerimonieri rituali, che provengono da due mondi diversi, danno frutto ad una collaborazione di benessere finale. 

Non è necessario partire da posizioni inamovibili, è giusto provare per poter valutare, la nascita dell’equilibrio che può nascere da due mondi che apparentemente sono agli antipodi. 

Come possiamo provare e constatare?  

Il futuro…

Quando sussistono competenze interne per spiegare il servizio e comprensione da parte dei cari, la paura dell’inopportuno svanisce, semplicemente si comprende.

Il cerimoniere è sostanzialmente un facilitatore rituale e accompagnatore spirituale.

Pertanto come in ogni altro settore è giusto e corretto affidarsi a professionisti di riferimento perché il percorso venga compiuto correttamente. 

Non solo per la cerimonia in sé tenuta dal medesimo, ma come professionista che accompagna le agenzie di onoranze funebri, valutando volta per volta la metodologia corretta da attuare durante il servizio ed agire efficacemente. O creando linee guida di partenza, da utilizzare così da agevolare il lavoro degli operatori. 

Questo articolo, è solo il principio di un progetto che si intitola “Il diario del cerimoniere”, la ritualità che si concretizza, ideato per avvicinare a questa figura, far capire come agisce nel concreto e soprattutto farvi riflettere su un approccio che è ancora troppo poco conosciuto. 

La società è in evoluzione, è giusto cominciare ad approcciare e conoscere le peculiarità di questo mondo, così che faccia meno paura. 

Giorgia Atzeni

Nota di Redazione: TGFuneral24 è sempre aperta a quanti nel settore desiderano esprimere la propria opinione su questioni di interesse comune o anche per sollevare la civile discussione. Per questo abbiamo accolto il contributo di Giorgia Atzeni, qui 👇potete scoprire chi è l’autrice di questo articolo.

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