Volevo portare la salma di mio figlio al paese. La burocrazia non ha pietà.

7 Novembre 2016 - 05:11--Cimiteri-
Volevo portare la salma di mio figlio al paese. La burocrazia non ha pietà.

Pur essendo una stradina dritta e stretta, a via del Verano ti ci puoi perdere. Se hai la sventura di mettere piede negli uffici allineati uno appresso all’altro, rischi di rimanerci prigioniero per giorni e giorni, preso nella morsa di una burocrazia delle carte più complicata di quella dei Borboni. Ne ho esperienza personale. Rimbalzato per oltre una settimana da un ufficio all’altro. La storia è questa. Io e mia moglie avevamo deciso di trasferire i resti di nostro figlio Giuseppe, morto nel 1995. Erano custoditi in una cassetta nel cimitero romano di Isola Farnese, sulla Cassia. Volevamo portarli a Castellabate, nel Cilento, nostro paese d’origine.

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