Addio a Igor Protti, storico bomber di Bari e Livorno.

Igor Protti morto a 58 anni: addio al bomber
Il calcio italiano piange la scomparsa di Igor Protti, uno degli attaccanti più amati degli ultimi decenni.
L’ex bomber è morto all’età di 58 anni dopo una lunga battaglia contro il tumore che aveva scelto di affrontare con grande dignità e trasparenza.
La notizia ha rapidamente fatto il giro del Paese, suscitando commozione tra tifosi, ex compagni di squadra e dirigenti sportivi.
Con la sua scomparsa se ne va non soltanto un grande realizzatore, ma anche un uomo che ha saputo conquistare il rispetto di tutti grazie alla sua umanità, al suo carattere autentico e all’amore mai nascosto per le maglie che ha indossato.
Il commovente messaggio d’addio: “È arrivato il fischio finale”
Poche ore dopo la sua morte, la famiglia ha pubblicato sul profilo social dell’ex calciatore il messaggio che Protti aveva preparato per salutare amici e tifosi.
Parole semplici, profonde e cariche di gratitudine.
L’ex attaccante ha paragonato la propria vita a una partita ormai giunta al termine.
Nel suo ultimo saluto ha ringraziato la famiglia, le persone che gli sono state vicine durante la malattia e tutti i tifosi che nel corso degli anni gli hanno dimostrato affetto e sostegno.
Un messaggio che riflette perfettamente il suo modo di essere.
Anche nei momenti più difficili, infatti, Igor Protti non ha mai smesso di mostrare coraggio e riconoscenza.
Fino all’ultimo ha affrontato la malattia con la stessa determinazione che metteva sul terreno di gioco.
Dalla Romagna alla Serie A: la straordinaria carriera di Igor Protti
Nato a Rimini il 24 settembre 1967, Igor Protti costruisce la propria carriera partendo dai campionati minori.
Dopo le prime esperienze, trova la definitiva consacrazione con il Messina e soprattutto con il Bari.
Proprio in Puglia vive la stagione più straordinaria della sua carriera.
Nel campionato 1995-1996 realizza 24 reti e conquista il titolo di capocannoniere della Serie A.
Quel risultato assume un valore ancora maggiore perché arriva in una stagione conclusa con la retrocessione del Bari.
Si tratta di un record rimasto unico nella storia del calcio italiano.
Successivamente veste anche le maglie di Lazio e Napoli, confermandosi uno degli attaccanti più prolifici del panorama nazionale.
Livorno, la città che lo ha trasformato in una leggenda
Se Bari rappresenta l’apice realizzativo della carriera di Protti, Livorno diventa la sua seconda casa.
Quando torna in amaranto nel 1999, prende per mano la squadra e la guida in una straordinaria scalata dalla Serie C alla Serie A.
I suoi gol, la sua leadership e il suo attaccamento ai colori sociali lo trasformano rapidamente in un simbolo cittadino.
Per migliaia di tifosi livornesi, Igor Protti non è stato soltanto un calciatore.
È diventato un punto di riferimento, una bandiera e un esempio di appartenenza.
Ancora oggi il suo nome è indissolubilmente legato alle pagine più belle della storia del club.
Un record destinato a restare nella storia
Tra i tanti traguardi raggiunti durante la carriera, uno racconta meglio di ogni altro la grandezza sportiva di Protti.
L’ex attaccante è infatti uno dei soli due calciatori italiani, insieme a Dario Hübner, ad aver conquistato il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1.
Un’impresa rarissima che certifica una continuità realizzativa eccezionale.
La sua capacità di segnare non conosceva categorie.
Ovunque giocasse, Protti riusciva a lasciare il segno.
Il ricordo di Ivan Zazzaroni e del mondo del calcio
Tra i numerosi messaggi di cordoglio spicca quello del giornalista Ivan Zazzaroni.
Nel suo ricordo ha sottolineato come di Igor Protti resteranno certamente i gol, ma soprattutto la straordinaria umanità che lo ha sempre contraddistinto.
Parole che riassumono perfettamente l’eredità lasciata dall’ex attaccante.
Amato dai tifosi di Bari, Messina, Lazio, Napoli e soprattutto Livorno, Protti lascia un vuoto profondo nel calcio italiano.
La sua storia continua però a vivere nei ricordi di chi lo ha visto giocare, nelle emozioni regalate dagli stadi e nell’esempio di coraggio mostrato durante la sua battaglia più difficile.
Il fischio finale è arrivato.
Ma il ricordo di Igor Protti continuerà a risuonare a lungo nei cuori degli appassionati di calcio.
FP











































