La morte del Cardinale Camillo Ruini

Addio al cardinale che ha segnato la Chiesa italiana per oltre due decenni
Monsignor Camillo Ruini è morto a 95 anni. La Chiesa cattolica perde una delle figure più influenti degli ultimi decenni. Si è spento oggi il Cardinale più influente della recente storia della Chiesa Cattolica. Già presidente della Conferenza Episcopale Italiana e vicario generale emerito di Sua Santità per la diocesi di Roma. Teologo, intellettuale e protagonista del dibattito pubblico italiano, Ruini ha rappresentato per molti anni uno dei principali punti di riferimento del cattolicesimo nazionale.
Nato a Sassuolo, in provincia di Modena, il 19 febbraio 1931, il cardinale lascia un’eredità profonda nella storia ecclesiale e culturale del Paese. Da tempo le sue condizioni di salute erano compromesse, ma fino a pochi anni fa aveva continuato a seguire con attenzione le vicende della Chiesa e della società italiana, mantenendo una notevole lucidità intellettuale.
Una vita dedicata alla Chiesa
Il percorso ecclesiastico di Camillo Ruini inizia con l’ordinazione sacerdotale, ricevuta l’8 dicembre 1954 a Roma. Dopo gli studi di filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, si dedica all’insegnamento e alla formazione dei futuri sacerdoti nella diocesi di Reggio Emilia.
Per quasi trent’anni svolge attività accademica come docente di filosofia e teologia dogmatica, assumendo anche incarichi di responsabilità pastorale. La sua preparazione teologica e le sue capacità organizzative attirano presto l’attenzione della Santa Sede.
Nel 1983 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare di Reggio Emilia-Guastalla. Otto anni più tardi, nel 1991, lo stesso Pontefice lo crea cardinale, affidandogli ruoli di primo piano all’interno della Chiesa italiana.
Presidente della CEI e protagonista del dibattito pubblico
Il nome di Camillo Ruini resta indissolubilmente legato alla guida della Conferenza Episcopale Italiana, che presiede dal 1991 al 2007.
Durante questo lungo periodo accompagna l’episcopato italiano attraverso profonde trasformazioni sociali, culturali e politiche. Sotto la sua guida, la CEI assume un ruolo particolarmente visibile nel confronto pubblico sui grandi temi etici e morali.
Ruini difende con fermezza i principi sostenuti da Giovanni Paolo II e successivamente da Benedetto XVI, intervenendo frequentemente nel dibattito su aborto, eutanasia, famiglia e bioetica.
Le sue prese di posizione suscitano consenso tra molti cattolici, ma anche critiche da parte di settori politici e culturali che considerano eccessiva l’influenza della Chiesa nelle questioni civili.
Il Family Day e la difesa della famiglia tradizionale
Tra le iniziative che maggiormente hanno caratterizzato il suo operato figura il sostegno al primo Family Day, promosso nel 2007.
L’evento mobilita centinaia di migliaia di persone e rappresenta uno dei momenti più significativi dell’impegno pubblico del mondo cattolico italiano in difesa della famiglia tradizionale.
Ruini manifesta inoltre una netta opposizione al riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, posizione che mantiene con coerenza per tutta la sua vita pubblica. Le sue dichiarazioni e i suoi interventi contribuiscono a segnare il dibattito politico nazionale su questi temi.
Gli ultimi anni e le riflessioni sulla morte
Dopo aver lasciato gli incarichi di governo ecclesiale, il cardinale continua a essere una voce autorevole all’interno della Chiesa.
Negli ultimi anni affronta diversi problemi di salute. Nel 2024 viene ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma a seguito di un infarto, dal quale riesce a riprendersi. Successivamente affronta ulteriori cure mediche legate a un blocco renale.
Pur costretto sulla sedia a rotelle, mantiene fino all’ultimo una grande capacità di analisi e riflessione. Proprio il tema della morte diventa centrale nei suoi pensieri più recenti.
In una delle sue ultime interviste aveva confessato di non provare tanto paura quanto pentimento per le occasioni mancate e per ciò che avrebbe potuto fare di più nella sua vita.
Parole che oggi assumono il valore di un intenso testamento spirituale.
Il cordoglio della Chiesa cattolica
La notizia della morte ha suscitato immediatamente commozione nel mondo ecclesiale. Il presidente della CEI, Matteo Zuppi, ha espresso il cordoglio della Chiesa italiana ricordando con gratitudine il servizio svolto da Ruini a favore della diocesi di Roma e dell’intera comunità ecclesiale.
Il Papa ha voluto ricordare il cardinale Camillo Ruini ed ha espresso “gratitudine al Signore per il dono di questo stimato uomo di Chiesa, che visse con generosità il suo ministero”. Leone XIV, in un telegramma alla diocesi di Roma, ha definito Ruini “esperto e saggio fratello, corroborato da fede profonda, acuta intelligenza e sguardo lungimirante, che ha servito con discrezione e abnegazione il Vangelo e la Chiesa, penso al suo proficuo lavoro per la Conferenza episcopale italiana e per un fecondo dialogo con il mondo della cultura”.
Le esequie celebrate da Papa Leone
E sarà Papa Leone XIV a celebrare i funerali del cardinale Camillo Ruini.
Il rito delle esequie si terrà giovedì 18 giugno alle 16.30 all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro.
La camera ardente è stata invece allestita mercoledì a partire dalle 12, nella cappella della Madonna della Perseveranza del Pontificio seminario romano minore.











































