Il cerimoniere funebre: l’importanza della formazione

Consapevolezza e formazione
Nell’articolo (clicca qui👇) pubblicato il 16 giugno “Il Cerimoniere Funebre: alla scoperta del ruolo”, abbiamo delineato storia e caratteristiche di questa figura professionale che, lentamente, conquista spazio professionale e risulta essenziale nella realizzazione di riti funebri personalizzati.
Come già accennato, l’indole e il senso di appartenenza a questo ruolo sono fondamentali per svolgere una professione che è di “servizio alla persona”.
Concretamente può accadere, durante una cerimonia funebre, che l’operatore colga con l’occhio attento del professionista la necessità di un “intervento” che accompagnerà i dolenti – senza interferire – nel delicato passaggio dell’ultimo saluto al defunto
E allora un gesto, una parola, un atto viene agito affinché le esequie possano esprimere pienamente la loro funzione celebrativa di una vita vissuta.
In pochi secondi si deve cogliere il segnale e “scrivere” nella propria mente la cerimonia e poi agire.
Come poter comprendere i limiti?
Consapevolezza di ruolo e d’azione, diventano fulcro determinante per svolgere questo ruolo correttamente.
Mirare ad essere supporto dei dolenti, senza invadere e senza autoreferenzialità .
Protagonisti di un rito funebre sono il defunto e i suoi cari: lo sottolineiamo ancora. E l’operatore che svolge il suo lavoro con coscienza e professionalità può davvero fare la differenza.
Qui subentra l’importanza della formazione, indispensabile presupposto per svolgere il proprio lavoro pienamente consapevoli della responsabilità correlate.
A ciò si lega il “dovere”, da parte delle Impresa Funebre, di dotarsi di collaboratori qualificati, sia per fornire alla famiglia un adeguato sostegno, sia per un adempimento corretto del servizio.
Nel momento in cui ci si affida ad una agenzia funebre, ci si aspetta serietà, competenza e supporto qualificato. Di conseguenza la selezione di una cerimoniere funebre deve necessariamente passare prevedere la verifica di percorsi formativi adeguati.
Il cerimoniere funebre: percorsi didattici
Fortunatamente la richiesta di formazione nel settore funebre, in tempi recentissimi, è in aumento. E sono in aumento le proposte didattiche dedicate al ruolo del cerimoniere funebre.
La Scuola Superiore di Formazione per la Funeraria, presente da 15 anni a livello nazionale, si pone l’obiettivo di erogare, secondo i più evoluti standard europei, una formazione specialistica attraverso moduli di eccellenza su diversi argomenti, tutti indispensabili per una maggiore e migliore qualificazione delle professioni del settore avvalendosi di docenti altamente qualificati.
In questo caso specifico, docente del corso di Cerimoniere Funebre è la Dott.ssa Maria Angela Gelati, tanatologa e formatrice nelle materie collegate alla morte, al lutto ed alla Death Education. Ideatrice e curatrice del festival Il Rumore del Lutto, è blogger per Il Fatto Quotidiano. Collabora come docente con molte realtà tra le quali il Master Death Studies & the End of Life organizzato dall’Università degli Studi di Padova. Inoltre è autrice di numerosi testi, articoli e saggi.
Il percorso didattico della SSFF è suddiviso in due livelli nei quali si acquisisce una corretta metodologia di comunicazione, una conoscenza teorico-pratica delle diverse tipologie rituali, sperimentandoli e soprattutto da possibilità di confronto, scambio culturale ed è un momento di crescita e scoperta personale.
Il cerimoniere: futuro nella funeraria e verso la società
La lungimiranza nell’approfondimento formativo, porta una crescita a livello imprenditoriale. E sappiamo che la funeraria ha necessità di nuovi punti di vista e nuove consapevolezze. Dunque, è sperabile che l’evoluzione porti a sensibilizzare il singolo individuo su ciò che può avere (o pretendere) in un momento così delicato, pieno di contraddizioni emotive e disorientamento, quale è quello della morte di una persona cara.
L’impresa e gli operatori sono retribuiti per dare un servizio, e svolgerlo nel migliore dei modi, diventando guida per i dolenti.
E tutto questo all’interno di un sistema collaborativo e professionale.
Pertanto l’incitazione alle imprese, ad una consapevolezza di aria nuova è necessaria, soprattutto per quelle figure preposte ad accogliere e ad accompagnare i dolenti.
Nell’epoca in cui viviamo l’organizzazione di una cerimonia funebre non può limitarsi a pochi, scarni adempimenti “tecnici”
Le possibilità di agire come “cura” del defunto e dei suoi cari esiste, gli operatori le devono conoscere e proporre.
Con la speranza, che il ruolo del Cerimoniere Funebre, possa consolidare il suo valore sociale.
Giorgia Atzeni












































